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I racconti dello scontrino

Glicemia esplosiva

di Martina Orsi

Laureata in Lettere e in Italianistica, Martina Orsi lavora in biblioteca e scrive per passione.

Era il 24 dicembre. Mattia e il suo trolley pieno di pastarelle napoletane si facevano strada tra la gente accalcata dentro il centro commerciale per i regali dell’ultimo minuto al ritmo di Michael Bublé. Gente sudata, paonazza, strizzata in piumini d’oca e sciarpe di lana. Anche lui, in fondo, era uno di loro, ma il regalo a sua madre doveva proprio prenderlo e per Bublé nessun problema, aveva gli auricolari. Era da un po’ che non tornava a casa, Napoli gli aveva rubato il cuore. Mentre si dirigeva verso il negozio di elettrodomestici deciso a comprarle un tostapane, iniziò a sudare freddo e uno spasmo improvviso gli sconvolse la pancia. “Maledetto quel gin scadente, merda!”, imprecò tra sé, e corse in bagno. Nella fretta lasciò fuori il trolley. Pian piano la gente iniziò a insospettirsi: i minuti passavano e il trolley se ne stava lì, inerme e potenzialmente letale. Sì, era una bomba, era sicuramente una bomba. Una signora sulla sessantina con le dita a salsicciotto avvertì la polizia e il panico si diffuse tra la gente. Nel giro di dieci minuti la zona venne isolata, e arrivarono gli artificieri. Dopo mezz’ora di agonia, Mattia uscì dal bagno, sudato e provato da quelle scariche inaspettate, ma nelle orecchie aveva pur sempre i Cure ed era la vigilia di Natale: poteva andare peggio. Afferrò il trolley che lo aspettava fedele all’uscita dei bagni, anche se gli sembrò sospettosamente leggero. Dannatamente leggero. Ecco, ora le cose andavano decisamente peggio.