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I sapori del mistero

Mortadella crime

di Valentina Tassani

36 anni (ma non li dimostra) diploma in Art Direction presso l'Istituto Europeo di Design (IED), Acquario ascendente Vergine ma anche Capricorno. Vive tra Bergamo e Faenza e nel mentre si occupa di Social Media Marketing per diverse Aziende. Scrive e viaggia, non solo sul suo blog,

 

Il frigorifero era stracolmo. Eravamo tutti stipati nei vari ripiani ma tutto sommato si stava freschi.

I latticini e gli yogurt si divertivano a scommettere su chi sarebbe scaduto per primo, mentre i formaggi stagionati si rilassavano consapevoli che per loro ci sarebbe stato più tempo.

Al piano di sotto invece, carote, zucchine, pomodori, lattuga e peperoni passavano il tempo a raccontarsi la loro vita nei campi prima del lungo viaggio verso scaffali e aria condizionata, mostrandosi a vicenda le ferite procuratesi.

Insomma, c’era un bel clima. Poi un giorno arrivò lui.

Nonostante un’accoglienza ad hoc, ci furono fin da subito dei problemi. Era arrogante, presuntuoso e snob dall’alto della sua maturazione, per non parlare di quel suo grasso tenero che si scioglie in bocca.

Fu messo nel mio stesso ripiano. Ci guardammo per un attimo. Non sopportava i fagiolini che giocavano sotto di lui e un giorno fece piangere la caciotta, dicendole che non era abbastanza pregiata per la sua qualità.

Per non parlare di me. Gli si leggeva in quel suo sguardo crudo che gli facevo schifo, che mi considerava una tutta ciccia e brufoli. Non se ne poteva più, bisognava fare qualcosa. Ci voleva un piano.

Una notte lo sentii russare profondamente. Era il momento di intervenire.

Rotolai verso di lui e, aiutata dai formaggini, lo spostammo sul bordo del ripiano. Per un attimo sembrò quasi svegliarsi ma per fortuna si rimise a russare.

La mattina seguente, mi svegliai di colpo. Lui era ancora lì e non si era accorto di nulla, dormiva beatamente, ignaro che quel giorno la sua scioglievolezza l’avrebbe perduta.

Udii dei passi e la macchina del caffè che iniziava a borbottare. Era questione di minuti. Tra poco il prosciutto crudo avrà ciò che si merita.

Ad un certo punto, una luce improvvisa mi penetrò negli occhi, non vedevo nulla ma sentii che qualcosa stava cadendo rovinosamente.

Non ebbe neanche il tempo di capire cosa stesse succedendo, non urlò neanche.

Sentii solo uno splash e non lo rividi più da quelle parti.