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I racconti dello scontrino

Se c'รจ una mela

di Sharon Laporta

Sono una Matrioska, non perché nata in qualche desolato ospedale sovietico, ma perché ballo la polka con mille nodi in gola e questi disastri emotivi prendono la forma a volte di racconti, a volte di pensieri-poesia. Sognatrice incallita, poetessa maleducata, preferisco la birra al vino, gli incantesimi d'amore alle maledizioni, adoro i timbri vintage, le storie che parlano di posti accessibili a tutti e di tramonti pasticciati dalle mani dei bambini. Mi piace scrivere, creare e dare forma in qualsiasi modo alla mia immaginazione. Dopo un'avventurosa esperienza con una scrittrice che ha fondato la sua casa editrice in casa, mi sono cimentata nell'arte della rilegatura artigianale e tutt'ora questa passione la porto avanti. Regalare sorrisi, ricercare il dettaglio, e scuotere l’animo umano attraverso le parole sono le mie principali ambizioni. Nel frattempo, qualche volta, canto.

Caro scontrino. Se vedo una mela significa che mi trovo nel posto giusto. Come una sorta di segno. In un supermercato non è difficile trovarle esposte al banco frutta, vero, però ero in fila alla cassa. "Ha la tessera signorina? Gli sconti sono applicabili su alcuni prodotti solo con la carta fedeltà" disse la cassiera. "No" ribattei dispiaciuta. Così stavo per abbandonare i pezzi che avrei pagato a prezzo pieno quando il ragazzo dietro di me porse la sua tessera alla cassiera. "Usa pure la mia" disse facendomi l’occhiolino. Guardai la sua spesa stesa sul rullo: solo due sacchetti di mele. I suoi occhi-primavera da quel momento emanarono profumo di Melinda. Ma mi diressi verso l'uscita sapendo che probabilmente non l’avrei mai più rivisto. Perché la vita è così. Ci fa scontrare con persone adatte al nostro tipo di umore e con altrettanta facilità ce le nasconde dietro orde di speranze irrealizzabili. Eppure tornando alla macchina vidi il ragazzo delle mele che caricava il bagagliaio. "Grazie per la tessera" dissi nella speranza di guadagnare uno sguardo. "Ti va una mela?". Aprì il sacchetto e con estrema semplicità me ne porse una. "Sai, io credo che le mele appartengono alle persone buone" "Io che se c'è una mela sei sempre nel posto giusto!" “Due persone buone nel posto giusto” disse battendo la mia mela contro la sua. E con un cin-cin malinconico sigillò l’affermazione. Già. Perché se c'è una mela sei nel posto giusto. Se poi qualcuno te la offre non puoi che sorridere.