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Poesia

Si chiamano Angeli

di Zaira Lavanga

Mi cibo di libri.

 

Un giorno ho visto

il mare, guerriero e abissale,

abbattersi  sulle tue guance,

sulle tue bianche guance.

 

Un giorno ho visto

il peso del mondo

sulle tue fragili spalle,

ma tu non eri Atlante,

non ce la facevi a reggerlo.

 

Un giorno ho visto

il tuo stomaco contorcersi

in un vortice burrascoso,

voleva inghiottirti.

 

Ma oggi ci sono io, qui,

accanto a te.

Tu non mi vedi,

ma io ho asciugato

i tuoi tormenti,

ho posato una mano

sulla tua ossuta spalla,

ho sfiorato il tuo ventre

con le mie labbra.

Ecco, ora so che mi senti,

stai sorridendo.

 

È la costellazione di Orione,

il tuo sorriso.