<< indietro
Poesia

Non sono un traduttore

di Salvatore Improta
Salvatore Improta nasce a Napoli il 24 settembre del 1979, figlio di un litografo si avvia ben presto alla scrittura di brevi racconti, redatti con biro e carta riciclata. Trasferitosi a Bologna per lavoro e per terminare gli studi universitari, inizia a dare forma e sostanza alle parole. Apre un blog nel 2002, con uno dei primi provider italiani, sul quale oltre a pagine di diario, pubblica storie di non oltre 2500 battute. Riesce a pubblicare alcuni racconti in riviste e raccolte diffuse sul suolo italiano e partecipa (in alcuni casi con ottimi risultati) a diversi contest di scrittura. Suona costantemente la chitarra in un duo (No Name Band). Alcuni dei suoi racconti trovano compimento nei suoi due romanzi di narrativa: Capodanno 4X ancora inedito (quindi dal titolo provvisorio) e Brucia (edito da Geeko Editor, 2017). Quest’ultimo, attraverso le storie di due giovani scrittori, conduce i lettori attraverso la città felsinea a tratti luminosa, a tratti buia come la pece. Crede fermamente nel potere salvifico delle parole che secondo lui non lasciano mai nulla al caso.

Ho scritto le mie “nove regole” per essere felice.

L’ottava l’ho lasciata dentro un jeans in lavatrice.

La settima è un accordo dissonante in sol minore.

La sesta era in cirillico, ma non sono un traduttore.

La quinta non ricordo bene di cosa parlava.

La quarta se non sbaglio una canzone la cantava.

La terza son sicuro sai che riguardasse te.

Oppure la seconda e la rima qui non c’è.

Ed eccoci alla prima, l’importante sai cos’è?

Adesso conta poco, voglio solo star con te.