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I racconti dello scontrino

La resa dei conti

di Patrizia Pietribiasi
Patrizia Pietribiasi ha 36 anni e abita a Schio, ai piedi di quelle suggestive montagne resesi testimoni della Grande Guerra. Mamma di Cristiano e Gabriele, due bimbi vivaci che le danno puntualmente del filo da torcere, lotta per veder realizzati i suoi sogni. All'università ha studiato Marketing e Comunicazione e la sua vita professionale gravita all'interno di uffici marketing di aziende della sua zona. Lo scorso anno ha pubblicato il suo romanzo d'esordio "Danza di una farfalla timida" e da allora la sua passione e il suo entusiasmo si sono fatti ancora più forti. Nell'attesa di potersi dedicare a ciò che la rende davvero felice e che le riesce meglio, legge, partecipa a concorsi e lavora duramente per non lasciare mai nulla di intentato.
Il gelo dell’inverno mi aveva scortata fino a quell'angolo remoto del parcheggio dove la mia auto non sarebbe partita prima di dieci minuti. Giada mi aveva messo in testa che doveva trattarsi di quel tipo gentile che attendeva senza sbuffare il suo turno alla cassa, Chiara invece aveva scherzato su quel cinquantenne tutto tatuato con una P in bella vista sul polso. Io non avevo idea di chi fosse, so solo che puntualmente spiavo in lungo e in largo il parcheggio e frugavo nella mia auto meglio dell’antidroga. Quella sera avanzai in una nebbia spettrale e per un istante temetti che sarei rimasta delusa. E invece la mia intuizione di cambiare turno si era dimostrata vincente e il segno era arrivato. Mio padre era stato in fila alla mia cassa alle 17.59 e sempre alle 17.59 aveva usato il bancomat per comprare due filetti di tonno, una bottiglia di Pinot Grigio e un pacchetto di caramelle al limone. Doveva avere una figlia piccola perché per sciorinare le sue scuse usava sempre un foglio a quadretti, di quelli larghi che si comprano alle elementari. Quel giorno, invece, “lo scemo aveva finito per tradirsi con il suo stesso scontrino”, aveva ghignato Chiara. Non fu difficile risalire al suo conto corrente, Fabio, anima Nerd dalle imbarazzanti lenti a palla, mi doveva un favore. Così lo attesi paziente alla cassa, stavolta con una consapevolezza maggiore. Quando poi le sue labbra sfiorarono una fronte bambina non resistetti oltre, afferrai il coltello e mossa dal rancore lo colpii.