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Una storia di cronaca

Ucciso il piccolo Mario, un serial killer nell'ombra

di Alan D'Eboli

Ho 26 anni, ho il diploma di Geometra, sono iscritto alla facoltà Scienze della Comunicazione, indirizzo "Comunicazione per le imprese mediali e la pubblicità". Sono maestro di tennis.

Rinvenuto il corpo senza vita del piccolo Mario, il bambino scomparso cinque giorni fa dal quartiere S. Donato, riscontrati segni di violenza sessuale. Questa mattina all'alba, in un parco alle porte di Bologna, è stato rinvenuto il corpo senza vita del piccolo Mario Belli, il bambino scomparso cinque giorni fa dal quartiere S. Donato. La zona oggetto del ritrovamento è stata delimitata dagli inquirenti per permettere ai Ris di effettuare i rilievi del caso. Il piccolo Mario di nove anni, era scomparso lo scorso 10 agosto dalla casa dei nonni, nel quartiere S. Donato, dove si trovava per le vacanze estive; L'allarme era scattato alle venti, quando la nonna entrata nella camera del bambino, non lo aveva trovato nel suo letto. I sospetti degli investigatori si erano immediatamente concentrati sul vicino di casa, un trentenne di nazionalità cilena, che in passato era già stato arrestato per detenzione di materiale pedo pornografico. L'uomo, portato in Questura è sottoposto ad interrogatorio, era poi stato riconosciuto completamente estraneo ai fatti. Le ricerche effettuate su ampia scala con l'impiego di elicotteri e unità cinofile, avevano dato esito negativo, fino al macabro ritrovamento di questa mattina. Dalle prime indiscrezioni, emerge che sul corpo del bambino, oltre ai segni inconfondibili che riconducono a una violenza sessuale, vi siano evidenti segni di costrizione che fanno pensare a una morte per strangolamento, tesi che potrà essere confermata solo dall'autopsia prevista per la prossima settimana. Questo efferato delitto presenta tristi analogie con l'assassinio di Fabio Valli, avvenuta un anno fa nel ravennate, il piccolo di appena sette anni, era scomparso mentre giocava nel giardino di casa, a nulla erano valse le ricerche degli inquirenti, il corpicino senza vita, era stato ritrovato otto giorni dopo in un canale di scolo a 20 km. da casa, dall'autopsia era emerso che il piccolo, morto per asfissia da strangolamento, aveva subito ripetuta violenza sessuale. Le indagini coordinate dalla Procura di Ravenna avevano portato all'arresto e condanna del quarantenne Gino Larota, amico di famiglia; L'uomo proclamatosi sempre innocente, si era impiccato nella sua cella tre mesi dopo. I due delitti, così simili, sia per la vittimologia, che per il modus operandi, potrebbero essere stati commessi dalla stessa mano, quella di un predatore sessuale che per soddisfare le sue pulsioni, rapisce, stupra e uccide bambini, per poi abbandonare i loro corpi come fossero spazzatura. Se così fosse, un uomo innocente avrebbe pagato per un crimine non commesso e in circolazione ci sarebbe un feroce serial killer, che se non fermato, potrebbe uccidere ancora.