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Una storia di cronaca

La comunità vien mangiando: un 2 giugno multiculturale

di chiara croce

Nata nelle Marche, ho frequentato qui, tra le mie amate colline, il liceo classico. All'età di 19 anni ho fatto le valigie e mi sono traferita a Bologna dove frequento la facoltà di Giurisprudenza da 4 anni. Nonostante il tempo dedicato ai manuali di diritto, non ho mai smesso di amare i libri e le poesie, coltivando tale passione in vari ambienti, insieme a un forte impegno civile e sociale in varie associazioni. Un giorno infine mi sono svegliata e ho scoperto il mio sogno nel cassetto: diventare una giornalista!

A Porto Potenza Picena, paesino della costiera marchigiana, il 2 giugno si festeggia la Repubblica con il concerto della banda comunale. Quest’anno però la musica avrà note più internazionali. Infatti il Comune con la collaborazione di varie associazioni, che operano presso l’”Hotel House” di Porto Recanati, ha deciso di allestire una lunga tavolata, nella piazza principale della cittadina, per un pranzo comunitario con menù squisitamente africano.


L’idea nasce dalla volontà di coinvolgere i numerosi immigrati che vivono in uno stato quasi di ghettizzazione nella fatiscente palazzina a metà strada tra Porto Potenza e Porto Recanati, la quale si stima abbia una popolazione di duemila persone provenienti da circa quaranta paesi differenti. Con questo scopo il sindaco, nel mese di maggio, si è messo in contatto con i numerosi volontari che ogni giorno cercano di offrire attività ludiche e formative agli abitanti del grande palazzo. Le associazioni hanno quindi proposto l’iniziativa alle varie famiglie, vedendola accogliere in maniera entusiasta. Da quel momento sono iniziati i preparativi. Essi hanno coinvolto lo stesso sindaco, il quale per numerose sere è stato ospite fisso come commensale negli appartamenti dell’“Hotel House” per testare i piatti da inserire nel menù.

Alla fine delle lunghe e piacevoli serate tutto è pronto: tra i piatti forti il ceebu jen a base di carne, pesce e molte verdure. Come dolce sarà servita la samsa tunisina e infine, a concludere il banchetto, anche il caffè proverrà dalla tradizione africana. Prepareranno, infatti il particolare “ caffè tuba”, che prevede, per essere gustato, un gioco di tazzine a renderlo più schiumoso e piacevole.


Tutto questo ci ricorda quanto l’integrazione passa anche attraverso il cibo e la quotidianità di cui esso è specchio, come dimostra l’intervista ad alcune delle donne che si sono offerte di preparare il banchetto: le stesse affermano che per i loro figli scelgono merende all’italiana, abituandoli ai sapori della nostra terra, così da non differenziarli dai loro compagni.

È proprio questo il fulcro dell’iniziativa: riuscire a creare, proprio nel giorno in cui si festeggia la nostra Repubblica, un clima e un nuovo concetto di italianità, grazie alla condivisione di uno dei luoghi e dei momenti più cari alla nostra tradizione, ovvero quello conviviale dei pasti, innestandolo di una cultura che ormai lontana non lo è più, che convive con noi e diviene sempre più termine di confronto ed incontro.