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Una storia di cronaca

MATTINA DA LUPI

di Alex Ricci

Nato a Faenza, sangue ladino classe 1979. Fervente motociclista, viaggiatore overland, fotografo di necessità virtù, blogger e scrittore di motociclismo. Reporter free-lance nel campionato mondiale Superbike, gestisce il blog brayhill.blogspot.com . Di lui dicono per niente banale, ma con finale a sorpresa. "Non si scrive per dire qualcosa, né perché si ha qualcosa da dire, ma perché qualcosa deve essere detto". (Alex Ricci)

Non credevano ai propri occhi i due motociclisti che, nella mattinata di ieri, si sono trovati davanti al cadavere di una donna. Loris Berti e Giorgio Dellicarri stavano percorrendo un sentiero di montagna con le proprie moto da enduro quando, nel superare un ostacolo con le ruote tassellate, hanno smosso un tronco facendo affiorare parte del corpo. Erano partiti dal Passo della Raticosa a 967 metri di quota, un punto di ritrovo noto ai motociclisti di ogni caratura che, nei fine settimana, attraversano l’Appennino Tosco-Emiliano. Qui, sulla ss. 58, tra il Passo della Futa ed il vicino abitato di Moghidoro (BO), si può abbandonare l’asfalto per intraprendere percorsi che si addentrano nella rigogliosa vegetazione appenninica dove escursionisti a piedi, in bici o in moto, trovano interesse e spunti per la propria avventura. Ai nostri due centauri, l’avventura è stata più che servita. A scoperta avvenuta, sono quindi scesi lungo il sentiero e sempre a bordo delle moto, anno lasciato il passo, per raggiungere la caserma dei Carabinieri del vicino Comando di Firenzuola (FI).

 

Potendo disporre di un “quad” (motociclo a quattro ruote in dotazione alle forze dell’ordine nelle località montane), i militari si sono immediatamente recati sul posto dove hanno potuto constatare quanto dichiarato da Berti e Dellicarri e da una prima serie di analisi effettuate in loco, è emerso che il corpo, ormai da tempo senza vita, si è mantenuto in un discreto stato di conservazione grazie al rigido invero che in queste zone si protrae abitualmente oltre la stagione. Non sono chiare le cause del decesso di questa persona ed il perché si trovasse in quel punto così fuori mano e poco frequentato nei mesi freddi.

 

Molti gli inviati delle testate giornalistiche e delle reti locali e nazionali accorse per documentare il fatto, oltre al nutrito numero di curiosi che sono arrivati nella località sconvolta da questo incredibile ritrovamento. Le autorità che hanno tratto la salma per portarla in osservazione al centro ricerche del CC di Firenze non sanno spiegare come possa la donna non avere una testa umana, ma quella di un lupo, animale tipico della fauna montana italiana. Sarà determinante capire l’origine di tale anomalia e si suppone già che nei boschi di quelle zone si stia aggirando un esemplare di lupa con una testa umana.