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Una storia di cronaca

Pensate prima di giudicare

di Chiara Benucci

Mi chiamo Chiara Benucci, ho 37 anni, mi piace cucinare, leggere, ma soprattutto scrivere.

Sara è una donna di 30 anni, ha vissuto tutta la vita sentendosi sbagliata e inadeguata a causa di una società che non le ha mai perdonato i suoi chili di troppo. Fin da quando era poco più che bambina veniva presa in giro dai suoi compagni di classe e dai ragazzi che le piacevano, le persone non riuscivano a vedere oltre il suo peso. L’ennesimo colloquio di lavoro per un posto da commessa, nel quale è stata nuovamente giudicata per il suo aspetto fisico anziché per le sue capacità, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e così adesso la donna si trova in una stanza d’ospedale dopo aver tentato di togliersi la vita. Sara adesso ha però capito che non deve arrendersi e vuole essere la voce di tante ragazze che, come lei, vengono emarginate perché considerate grasse. “Ho fatto una cosa davvero stupida, stavo permettendo al mondo di prendersi la mia vita, ma per fortuna sono qui e posso far sentire la mia voce con la speranza che sia di aiuto a chi si sente oppresso da questa società dell’estetica. Come può considerarsi moderna una società dove si guarda più all’apparire che all’essere? Quando vede un essere umano grasso, molta gente pensa solo al fatto che quei chili di troppo quella persona se li è cercati per il gusto di mangiare, senza capire che, in realtà, spesso dietro ci sono meccanismi ben più complicati. Ci sono persone che mangiano solo per placare la loro fame di affetto o perché il cibo è l’unica cosa che le consola o le calma nei momenti tristi. Io voglio dire a questa società di aprire gli occhi e di cominciare a vedere il cuore e l’anima delle persone al di là del loro aspetto fisico. Quante persone belle ho conosciuto con l’anima più brutta che io abbia mai visto… La bellezza del corpo con gli anni sfiorirà, ma una bella anima non appassirà mai e resterà sempre splendida”. Mentre Sara mi rilascia questa dichiarazione la guardo negli occhi e devo ammettere che non ho mai visto occhi più buoni e dolci dei suoi, nonostante le sofferenze che ha vissuto.