<< indietro
I racconti dello scontrino

Dieci, venti, trenta, forse quaranta

di Marianna Rocco

Marianna Rocco, nata a San Benedetto del Tronto nel 1984, vive a Bologna con Luca in quarantadue metri quadri. Scrive sul suo blog, onirismi et onanismi, e sogna di pubblicare, un giorno, un romanzo d'appendice.


Che poi io all’inizio odiavo andare a fare la spesa, compravo sempre le stesse dieci cose. Latte, uova, pane, pasta, due mele, una passata di pomodoro, biscotti, caffè, un etto di prosciutto cotto tagliato sottile e una confezione di ghiaccioli al limone. Poi è arrivato lui, e con lui la spesa nel carrello, ché le mie dieci cose sono diventate venti, mie e sue insieme. La sera sul divano era bello restare così, mangiare la pasta al tonno accovacciati nel nido di cuscini, e mettere il naso fuori solo quando c’era il sole, in quei pochi giorni dell’anno clementi con il cielo in cui la vita diventava gratis. Poi è arrivata lei, quel giorno in cui abbiamo aggiunto un test di gravidanza alle nostre venti cose, e non potevamo aspettare, abbiamo chiesto alla cassiera se lì alla Coop ci fosse un bagno, e lei è stata gentile, ci ha indicato una porta in fondo, ma poi ci ha visti uscire con le facce pallide e ci ha chiesto se fosse tutto okay. Ha usato proprio la parola okay. Le nostre venti e più cose stavano per diventare trenta, forse quaranta, e non sapevo se lei avrebbe amato i ghiaccioli al limone, o se mi avrebbe odiata, non sapevo nulla. Mi ritrovavo a spingere il carrello con la pancia sempre più grande e l’assenza di lui insidiosa che si faceva strada tra le corsie degli yogurt, ché quando avevo freddo mi dava la sua felpa, sempre, quando facevamo la spesa, e invece adesso avevo freddo e basta, e piangevo un po’, col carrello con le mie trenta cose tutte spaiate.