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I racconti dello scontrino

Sguardi

di Thomas Piai

Ho 30 anni e ho deciso di rimettermi in gioco tornando all'università. Sono un ragazzo dai molti interessi, dalla musica allo sport, tra cui la passione per la scrittura, che fin da giovanissimo non mi ha mai abbandonato.

La fila alla cassa è uno di quei momenti in cui speri che chi c'è davanti, o la cassiera, o tutti e due, siano veloci e non ti facciano perdere tempo. Ma non oggi. Oggi deve andare piano, e anche la fila accanto, quella in cui c'è la ragazza che ti ha sorriso. Alza ancora lo sguardo, ti prego. Ecco, lo fa! Fai finta di nulla, ti guardi attorno come se non fosse affar tuo e intanto pensi. Davvero vuoi provare ad attaccare bottone parlando della legge di Murphy e di come la fila accanto vada sempre più veloce rispetto alla propria? Aspetta, lo sta facendo davvero. Tu sei fermo nel solito punto e lei è davanti alla cassiera. Ha poche cose, mentre tu hai un cestino pieno. Cavolo, falle un cenno, dille di aspettarti. Pensi di poterla ritrovare le volte dopo che andrai a fare la spesa? Un attimo, ti sta guardando mentre la cassiera passa i prodotti allo scanner. È chiaro che si aspetta un tuo segnale, almeno ricambia il sorriso. Il tuo sguardo, invece, cade sulle gomme. Ti fai film mentali, ma ce l'hai lì a portata di mano, aspetta solo che ti faccia avanti. Ora la ragazza sta pagando. Ecco! Ti ha sorriso di nuovo! Fai la tua mossa! «Buongiorno. Ha la tessera?», chiede la cassiera. «Scusi?». «Se ha la tessera punti». «Si, si, eccola», rispondi cercando nel portafoglio. Gliela porgi e ti volti sperando che lei sia ancora lì, ma al suo posto c'è un signore sui sessanta. Ti rigiri sconsolato e ripensi al fatto che forse oggi sarebbe stato meglio se la fila si fosse mossa.