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Una storia di cronaca

Il topo volante

di Giovanni Di Prizito

Giovanni Di Prizito nasce a Sora nel 1985. Dopo la laurea in Ingegneria ambientale, intraprende un percorso artistico dedicandosi alla scrittura. Attualmente vive a Bologna dove frequenta i corsi di sceneggiatura e letteratura presso Bottega Finzioni.

“Aveva la coda dritta dritta e il musetto simpatico!” esclama Valeria, alunna della IV E nella scuola primaria Thomas Cat di Bologna, “è caduto dritto dritto sulla testa della maestra.”

Quanto accaduto questa mattina nell’aula della IV E ricorda il carattere delle commedie tragicomiche dell’antica Grecia. Mentre la maestra Anna, che non vuole rilasciare dichiarazioni, spiegava le addizioni, un topo le è finito sulla testa rotolando poi, nel giro di pochi secondi, sul pavimento. Al grido dei bambini “topolino! topolino!”, quest’ultimo, confuso dallo strano atterraggio, è sparito dietro la porta semiaperta dell’aula. Il topo è caduto dai tubi a vista che corrono sul soffitto.

“Nei giorni passati”, mi racconta Marisa, la bidella, “ho trovato escrementi di topo nello sgabuzzino dove metto i prodotti per pulire” continua, “volevo portare Evaristo e lasciarlo un giorno nella scuola ma la preside non era d’accordo.” Breve inciso, Evaristo ha 5 anni, il pelo raso e la coda mozzata, la bidella Marisa ci tiene a sottolineare quest’ultimo dettaglio. “L’avrebbe preso per la coda e portato in giro come un trofeo!” mi confida con un ghigno diabolico.

“Se Jerry torna lo voglio accarezzare!” esclama Samantha, alunna della III C, sognando il celeberrimo topolino marrone. Nella Thomas Cat studiano 323 bambini e, in meno di un’ora, la notizia ha fatto il giro delle aule ergendo il topo volante a idolo dei giovani scolari.

All’entusiasmo dei bambini e all’istinto felino della bidella Marisa si contrappone l’ira dei genitori che, avvisati dell’accaduto, si sono diretti in massa presso l’istituto.

“Una vergogna!” esclama Franco, il papà di Valeria, “non manderò più mia figlia a scuola fino a quando non prenderanno quel topo maledetto” aggiunge. “Siamo indignati” afferma una mamma che mi racconta come da tempo i genitori denuncino la presenza di escrementi di ratti nella struttura minacciando di non mandare i propri figli a scuola, “nessuno ha mosso un dito, oggi stesso invierò una lettera al sindaco.”

“Si sta mangiando tutto” mi confida la bidella Marisa che mi spiega come il topo rosicchi tutto ciò che di rosicchiabile trova, “persino i rotoli di carta igienica” dice, “un giorno o l’altro ce lo ritroveremo nello zaino di qualche bambino”.

La preside, il cui ufficio è stato preso d’assalto dai genitori e che al pari della maestra Anna non vuole rilasciare dichiarazioni, ha immediatamente indetto il piano anti-ratti, una misura d’emergenza che prevede la chiusura della scuola per 3 giorni e la derattizzazione dell’istituto.

Non ci resta che attendere eventuali nuovi sviluppi auspicando che, il topo, sia già in volo verso nuove aule.