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Una storia di cronaca

La notte delle guardie e la fine dell'INCEL

di Ubaldo Spina

Ricercatore e industrial designer. Responsabile della divisione di Design del CETMA (www.cetma.it), si occupa di design management e processi di sviluppo prodotto. Coordina la pagina Design de “Il Giornale dell’Architettura” (www.ilgiornaledellarchitettura.com). Socio fondatore dell’associazione culturale “Il Pozzo e l’Arancio”, gestisce il blog “Racconti Uniti d’Europa” (http://raccontiunitideuropa.blogspot.it/) ed è presidente dell'AVIS di Oria, Associazione Volontari Italiani Sangue. Al suo attivo diverse partecipazioni e premi in concorsi nazionali di narrativa, finalista “Coop For Words – 2017” nella sezione “I Sapori del Mistero”. Europeista, ritiene che l’unico futuro possibile sia nei confini del vecchio continente, affidato alle giovani menti creative e ai donatori di sangue.

Stupro con delitto ieri notte nei locali degli uffici sanitari. Maddalena A., giovane guardia medica al suo primo incarico, è stata violentata intorno all’1.20 da uno sconosciuto presentatosi al videocitofono con una vistosa fasciatura alla testa. La giovane dottoressa, in seguito ai fatti di Taliano, aveva richiesto una protezione, richiesta accolta dai dirigenti ASL con l’immediata attivazione di un servizio di sicurezza. Pare che, dopo aver accompagnato il presunto paziente in ambulatorio, la guardia giurata Bernardo P., 39 anni a novembre, non sia intervenuta nonostante le ripetute richieste di aiuto e le urla disperate provenienti dalla saletta. Dal racconto degli inquirenti, la guardia giurata, nonostante fosse in servizio per proteggere il medico di turno, ha deciso di non agire consentendo che si consumasse la violenza a pochi metri da lui. Al termine dell’oltraggio, lo stupratore ha ritrovato di fronte a sé il vigilante il quale, sempre dai dettagli raccolti, in un primo momento lo ha lasciato correre verso l’uscita, per poi freddarlo con dodici colpi alla schiena. Non si esclude che altri colpi siano stati sparati al moribondo, ormai a terra, in una sorta di esecuzione finale. La scena presentatasi agli occhi delle forze dell’ordine è stata alquanto raccapricciante. La guardia medica, laureatasi a pieni voti ed entusiasta per quella prima esperienza in un tranquillo comune con pochi abitanti, nuda e delirante sul lettino dove solitamente visitava gli ammalati. Lo stupratore, bocca aperta e con la cinta di cuoio ancora in mano, inscritto in una pozza di sangue circolare. La guardia giurata, infine, seduta all’indiana sul pavimento, persa nella contemplazione di una statuetta in gesso della Vergine illuminata da una fioca luce azzurra a neon. Bernardo P., in stato di fermo, ha confessato l’omicidio, motivando l’assurdo comportamento in questo modo: “Conoscevo quell’uomo. Era stato rifiutato dalle donne per tutta la vita. Inadatto perché senza LMS. Non era un porco, ma lo è diventato dopo essere stato isolato, deriso e sbeffeggiato per anni dal sesso femminile. LMS è l’origine di tutto. Era la sua ultima occasione, ma poi quel bastardo doveva pagarla cara! LMS è la piaga del nostro tempo”. Da una serie di controlli, è emerso che lo stupratore fosse un noto attivista del movimento INCEL, acronimo di INvoluntary CELibate utilizzato per classificare uomini eterosessuali che non hanno mai avuto una donna, mentre si continua a indagare sul significato della sigla LMS. In paese, intanto, dilaga la protesta per la mancanza di sicurezza e per il moltiplicarsi di episodi che danneggiano il quieto scorrere della vita di provincia.