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I racconti dello scontrino

Grande Fratello Vip

di Marco Carraro
Marco Carraro nasce a Venezia nel 1993. Studia Medicina e Chirurgia presso l’università di Padova. Dice che la medicina gli ha insegnato a sezionare le parole, a trovarne di precise e da vocabolario. Attraverso una limatura continua, come un metallo da smussare e levigare. Perché, in fin dei conti, sia un bisturi che le parole servono a ricucire ferite.
“Devi dirmi un nome e la motivazione”, diceva la presentatrice e lo diceva a tutti, così, con quella severità di chi sa farsi ascoltare solo alzando la voce. Lei però la voce non la alzava mai, diceva solo “Dimmi chi vuoi mandare in nomination” che quasi pareva una sfida. Tutti in fila e in posa, i concorrenti, squadrati in quella loro posizione fissa nel reparto biologico 33 di una Coop di provincia. La carota disse “Cipolla”, perché?, “Perché sempre mi fa piangere”. La cipolla nominò le patate perché erano le preferite della gente e ne era invidiosa; le patate nominarono le patate da far fritte perché “Vorremmo poter essere fritte pure noi”. Come un’ingiustizia, una voce che sapeva farsi ribellione e protesta assieme. La gelosia di chi, il buono, lo sa vedere solo negli altri e mai in sè. Le patate da far fritte nominarono le zucchine, le zucchine nominarono i cetrioli perché “La gente ci accosta sempre a loro e vogliamo prendere le distanze”. I cetrioli dissero che i peperoni erano troppo pesanti ma tutto sommato simpatici: nominarono per ripicca le zucchine. Era un domino di accuse, la ricerca di un’imperfezione da scartare. Ma ecco che poi, nel pieno delle nomination, arriva da fuori una signora: alta e decisa, sulla cinquantina, dallo scaffale sceglie e prende a caso ciò che le serve. Cipolla o patate? Perché puoi decidere e programmare, pensare e pianificare, delineare strade, ma ecco che poi un giorno toh, guarda: arriva la vita e decide per te.