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I racconti dello scontrino

Se fossi risoluto

di Michele Veschi
Nasce nel Giugno 1983 a Senigallia (An) . Ha frequentato corsi di scrittura narrativa. Diverse le segnalazioni in premi letterali nazionali e alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in varie antologie. Collabora con la rivista letterale Euterpe di Jesi (An). Nel 2018 pubblica il suo primo romanzo “Smacco ai cinque cerchi” con Ventura Edizioni. Studioso dei Nativi Americani e amante della loro filosofia.
“Fregna…” quando cerco di camuffarlo è già tardi. Si è voltato persino l’anziano con cappello che mi perseguita dal parcheggio. “Non è la cugina di mio padre…” abbozzo, peggiorando la situazione. L’unica a non fare una piega è la cassiera. “Gli ovetti Kinder!” Ululo senza volerlo. “Quelli sì…” fa il vecchio, che oramai non controlla più le sue travi ma vede solo le mie pagliuzze. “Le tengo il posto.” M’incoraggia meccanica la dipendente. Di ritorno, il mio posto era stato preso da un’anziana che arrivava sì e no al carrello. “Perché mettere un cappotto d’estate?” Per educazione stoppo i pensieri. “Non è sua cugina?” Grufola la cassiera mentre si sporge in tutto la sua non linea. “Era di mio padre la cugina…” Non credo di aver usato un tono polemico, quando mi sovviene l’eco della cicciona: “Questa signora ha così tanto insistito…” “Allora, non c’è problema.” Devo ammettere che non mi era uscito da galateo. L’obesa mette il carico: “Potrebbe essere sua nonna…” Perché la vecchia non si gira e non muggisce una lettera? “Non ce l’ho con lei, signora. Vorrei solo…” Non si volta. Lascio qualche decimo all’aria condizionata e insisto, avvalendomi del vecchietto: “La ringrazio, lei rispetta…” “Lei non rispetta le file. Cosa pretende?” Lo giuro: quella vecchietta aveva una voce del cazzo. Lascia cadere il cappotto. Era in ginocchio e non era affatto una vecchietta, ma un mio amico che lavora nel centro commerciale. “Rispetta le file, stronzo.” La voce del cazzo rimaneva.