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Poesia

Atelophobia

di Nicola Maria Gramigna
Nato a Jesi nel 1988 ma cresciuto e tutt'ora residente nella sua amata Puglia, si è destreggiato negli anni fra molteplici campi di studio. Legge e scrive sin dall'infanzia non curandosi dei limiti di genere ma lasciandosi guidare solo dalla curiosità e dalla oramai incurabile dipendenza, sviluppata negli anni, dal tambureggiare dei martelli della sua Lettera 22.


Orgoglio e pazienza



sciolsero la distanza.



Barattammo sorrisi



al costo d'un battito



e l'equilibrio del circense



per la corda della forca.



I ricordi di tua madre



si lasciano prendere



da questo vento impaziente,



ma le restano i tuoi sogni



a scandire l'ora dei caffè,



e con la matita sempre all'osso



ne segna l'altezza sui muri.



Resta qui un momento ancora,



resta vera, come un fiume vivace



dove le donne lavano i giorni



tra le risa dell'acqua.



Vorrei vivere sempre



tra le tue labbra e gli occhi,



dove si godono e si intessono



amori e fantasie,



invece che morire



dove l'uomo coltiva



il suo amaro rimpianto.