<< indietro
I racconti dello scontrino

Tra un frutto e uno sguardo

di Immacolata Caprio

Immacolata Caprio, classe ‘98, nata a Lugo (Ra), dopo studi superiori di carattere tecnico con indirizzo Grafica e Comunicazione, decide di iscriversi alla facoltà di “Lettere, arti e archeologia” nella città di Ferrara. Forte appassionata d’arte, i suo sogni nel cassetto seguono tutti questo stampo: diventare scrittrice, guida nei musei d’arte, attrice. Ama descriversi piena di paradossi: timida estroversa, sognatrice realista, romantica con poca fiducia nell’amore.

Mi chiedo se nel mondo esista davvero l’anima gemella. Non penso si possa capire attraverso studi scientifici o divini, credo sia una sensazione puramente umana. Credo si senta, quando incontri la tua metà, e credo di averlo sentito quando ti ho vista tra gli scaffali di questo supermercato. Sciocco, eh? Eppure, mentre intenta cercavi di capire quale fosse il frutto più giusto da comprare in queste giornate afose, mi sono chiesto se mai ti avessi incontrata prima d’ora; e mentre me lo domandavo, continuando a tenere i miei occhi fissi su di te, hai alzato lo sguardo: i nostri occhi, a tratti spaventati, erano ora incrociati, abbracciati. Difficile descrivere cos’ho provato: non ero abituato a questo genere di sentimenti che sembrava fondare le sue radici dentro di me senza pudore. Imbarazzato ho distolto lo sguardo, e la danza che avevamo creato con gli occhi era finita. Ti ho guardata andare via, dopo aver pagato le pesche, il frutto scelto, consapevole che, ormai, mi sarebbe rimasto solo il ricordo di quella canzone che i nostri corpi avevano appena intonato. Ma io ti penso, sai? Mi domando se hai già un marito, una famiglia, se sei felice della tua vita... o se ogni tanto ti passo tra i pensieri. Comunque, se vorrai passare di qui, io ti aspetto. Solita ora, solito posto, mi riconoscerai. Che per quanto poco poetico possa essere, fingeremo che questo reparto frutta sia l’Eden, così che potremmo consumare anche noi la nostra mela del peccato. Ah, che Dio ci perdoni! Tuo, C.