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Una storia di cronaca

Barriere

di Michela Ferrari

Scrivo per pensare, per vomitare malesseri e per sfiatare la mente.

Dall’ultimo Rapporto dell’ANSS - Associazione Nuovi Studi Sociologici, si è sviluppata negli ultimi tempi una nuova tendenza che coinvolge i giovani ragazzi.

La sfida consiste nella capacità di ritirarsi il più a lungo possibile nel mondo dei social, evitando i rapporti umani diretti, ma rimanendo in contatto solo tramite le piattaforme di condivisione digitale.

Il gioco parte, ovviamente tramite il tasto “condividi”, con l’indicazione di passare un semplice pomeriggio in casa, annullando tutti gli impegni della giornata. Si viene poi rimandati su una pagina in cui tutti i partecipanti iniziano a vivere la loro vita in rete, azzerando gradualmente qualsiasi contatto diretto con il mondo esterno.

Le regole sono ben chiare: “Non farti vedere. Nessuno deve vedere i tuoi occhi, sentire la tua voce o sfiorarti la pelle con un contatto diretto”. È invece possibile utilizzare chat di messaggistica istantanea, condividere foto e video e partecipare alla vita sociale online.

Le prede sono più facilmente ragazzi e ragazze che evidenziano qualche problema di socializzazione e relazione interpersonale. L’idea, per questi ragazzi, è quella di ritrovarsi accolti in un gruppo senza dover affrontare per forza la vita reale.

Una trentina i casi registrati in Emilia-Romagna da gennaio 2018 ad oggi, con episodi di totale assenza da scuola per diversi giorni denunciata dagli insegnanti.

I genitori, spesso inconsapevoli di questo gioco che sta coinvolgendo anche i più piccoli, sono chiamati ad intervenire.

L’appello del sindaco di Parma: “Vi prego di fare il possibile affinché questo gioco non diventi una tragedia; i nostri ragazzi hanno bisogno dell’aria sul viso, di sporcarsi con il fango, di correre e di stringere una mano”.