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I racconti dello scontrino

Forse

di Runa Bignami
Ha sempre vissuto e lavorato (quando capita) a Bologna, dove è anche nata, salvo una pausa mantovana di tre anni, dove ha lavorato per Corraini Edizioni. È appassionata di scrittura da quando era piccolissima. Ama gli animali, la natura, i libri ed è affascinata da tutto ciò che non capisce o non conosce.
Forse dovrei parlarci. Sbircio attraverso le scansie semivuote. È un mercoledì, il giorno prima dell’arrivo dei rifornimenti e il supermercato Coop in cui vado sempre, abbandonato l’autobus, prima di tornare a casa, è quasi vuoto. “Si informano i gentili clienti che il supermercato sta per chiudere...” Credo che sia la prima volta che passa questo annuncio. No, forse la seconda. Dovrei davvero parlarci. Andare là per dire che aggrotta la fronte in un modo molto strano, che fa facce buffe, che l’interesse con cui legge il retro della zuppa pronta è molto singolare. Quanti minuti ci vogliono per cuocere una zuppa pronta poi? E io? Quanto tempo ci sto mettendo per smetterla di nascondermi dietro queste scansie e andare là a salutare: “Ciao, sembri molto interessante.” Ma poi, manco ci conosciamo, figuriamoci. “Si informano i gentili clienti che il super…” Vabbè smetto di ascoltare, tanto già lo so cosa si dice. Il mio cuore invece ascolta tutto e accelera, quasi incalzato lui al posto mio. Forse siamo incalzati assieme. Forse se adesso prendo un bel respiro... mi sposto dalla scansia, vado verso la fine della corsia dei biscotti. Poi ci ripenso, torno indietro. È sempre là, sta ancora guardando la zuppa, valutandola. Potrebbe essere sommelier di zuppe? Forse valuta le zuppe per mestiere? “Si avvisano i gent...” Oh, basta. Devo vincerla la mia timidezza. Con passo pronto vado verso la scansia e... niente. Se non faccio la spesa mica mangio a cena. Meglio che mi muova.