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I racconti dello scontrino

COOP

di Allegra Iafrate

Allegra Iafrate nasce a Bologna nel 1985, si laurea in Lettere moderne e consegue un dottorato di Storia dell’arte presso la Scuola normale superiore di Pisa. Nel 2006 si diploma in violino a Cesena. È autrice di saggi e articoli scientifici dedicati alla storia culturale del medioevo in area mediterranea, e ha collaborato alla stesura di due vocabolari. I suoi racconti sono stati premiati in vari concorsi.

Tzvi controllò i parametri atmosferici e scese allo scavo, impaziente. Dalle indagini in corso, il sito appena scoperto pareva un centro di approvvigionamento, diverso dalle unità abitative che già conoscevano. Gli fecero strada nelle zone liberate dalle combo-meccaniche da asporto: una serie di corridoi paralleli, intervallati da lunghe strutture, realizzate in un materiale di cui il pianeta risultava molto ricco. In un angolo c’era un grosso vascoide cavo. "Abbiamo rinvenuto micro-residui di composti organici al suo interno. Pensiamo che servisse come aggregatore e, forse, come stabilizzatore di materia". Resti affascinanti. Molte teorie attribuivano la distruzione di quel sistema a un problema legato all’alimentazione. Lì avrebbero trovato risposte. "La ragione per cui l’abbiamo chiamata, però, è un’altra". Tzvi guardò, incredulo. Sottili strisce quadrangolari di cellulosa, eccezionalmente conservate. Su di esse, sequenze di segni ancora da decifrare. I suoi ricettori sensoriali scintillarono, sovraccarichi. Era sei iod che cercava una traccia qualunque di trasmissioni semipermanenti fra gli abitanti di quel mondo estinto. "Li abbiamo indicizzati COOP come la stringa iniziale. Cosa siano, speriamo ce lo dica lei". S.p.a. wurst evviva mortad. goduriosa carote convenienza aranciata sanpelle… Mentre la scansione ottica di salvataggio-dati gli scorreva davanti, Tzvi sognava. Tempi gloriosi l’attendevano. C’era da ricostruire un’intera civiltà. Ora sapeva da dove cominciare.