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Poesia

Un uomo in riva al mare

di Matteo Scannavini

Mi chiamo Matteo Scannavini, ho 18 anni e vivo a Zola Predosa. Sto per dare l'esame di maturità presso il Liceo scientifico Augusto Righi di Bologna. Da settembre studierò Informatica umanistica all'Università di Pisa. Coltivo la passione per la scrittura collaborando con la rivista web mensile Vox051 e realizzando sceneggiature per cortometraggi prodotti insieme ad amici.

Tremolano tra la vibrante corrente

il tuo stanco volto

specchiato tra le onde

e i pulsanti pensieri

che l’intenso sguardo cela,

rimuginando lo ieri

in quella spiaggia vuota.

 

Materno un abbraccio d’aurora

imporpora le saline acque

dove lavi logoro l’animo

e scopri, immemore del prima,

la Libertà

in quella sagoma riflessa.

 

E tutti quei lerci crucci

che ammorbano il quotidiano

si disfano tra i lenti flutti:

ne resta tra le tue mani

soltanto una tersa piuma,

languida firma di quel che ieri

solevi folle chiamar problema.

 

Ridi ora alla ridicola guerra

del trepido viver passato

e godi della mistica conquista:

Leggerezza

è il nome che affidi

alla tua nuova verità.

 

Ma fuori da quelle acque

si sciupa la tua vittoria,

si secca l’ascesi in viso:

domani lo irroreranno

di fragile umanità

ancora nuove lacrime

di duplice natura.

 

Amico mio, non hai forse capito

che nemmeno l’uomo più forte del mondo

può lanciare lontano una piuma?

E intanto una neonata onda ruba

illuse orme e promesse

lasciate sul bagnasciuga.