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I racconti dello scontrino

Quando ti conobbi c'era l'apocalisse

di Marco Martinez

Marco Martinez è nato a Reggio Calabria e vive a Bologna. Laureato in discipline musicali ad indirizzo jazz, insegna in ambito musicale. Scrive da sempre per passione.


Nell’anno 2118 l’apocalisse aveva spazzato via tutto. Gli ultimi superstiti del genere umano avevano trovato rifugio nei centri commerciali, depredati di cibo prima, poi trasformati in centri di accoglienza. Io ero tra quei fortunati. Avevo 12 anni e stazionavo al corridoio sette, reparto surgelati. L’unico della famiglia ad essere sopravvissuto. Giada era arrivata di sera, un corpicino secco che aveva camminato per chilometri prima di cadere inerme davanti all’ingresso della Coop. Riposava dentro il suo parka verde che la teneva al caldo. Gli occhi grandi e i capelli a caschetto. Si era ferita a una gamba, ma ora avrei pensato io a lei. Guardai fuori dall’ampia vetrata, poi frugai nello zaino per controllare la razione di cibo. Due scatolette di tonno, una pepsi cola e quattro liquirizie goleador. Non era molto. Alla radio avevano detto che presto sarebbero venuti a salvarci. Da qualche parte c’era una terra vergine, scampata all’apocalisse. Io ci credevo. Giada aprì gli occhi e mi tirò per la maglia. “Pietro, sono arrivati?”. Si tirò su e appoggiò la schiena contro il bancone del pesce. Aprii la pepsi e gliela porsi. “Presto lo faranno. Adesso prendi un sorso”. Guardai le crepe sul soffitto, poi le dissi: “Quando non riuscivo a dormire mamma mi cantava una canzone”. Giada mi sorrise, si strinse a me. Io iniziai a cantare. Fuori dal centro commerciale il mondo era buio. Ma c’ero io e c’era lei. E da qualche parte, lontano, esisteva ancora la vita. Io ci credevo.