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Poesia

Pieno di Luna

di Alessandro Paolucci
Da anni scrive in intimità ma solo ultimamente sta cercando modi per giungere ad orecchie e cuori predisposti. Parallelamente svolge attività teatrale amatoriale allo scopo di esprimere il proprio sentimento artistico anche con il corpo, con la voce e con lo spazio. Ha svolto seminari e corsi di teatro, scrittura creativa, canto e lettura e lavora costantemente, per quanto il tempo libero glielo consente, allo sviluppo di questi canali espressivi. Più incline all'interpretazione contemporanea nello stile dello scrivere, come nella recitazione. Si guadagna da vivere gestendo una piccola birreria familiare ma sta cercando di cambiare attività apprendendo nei campi dell'agricoltura biologica e del giardinaggio, dei quali è appassionato.

Fatti sotto! Oh Luna!

Della tua luce che m'assale, torrida e oscura,

io, uomo di carne fresca, non ho paura.

Sono ancora nel fiore degli anni

e, dritto, guardo in faccia agli affanni

che tu mi poni, oh losco figuro!

M'inganni e mi tenti ad un fosco futuro.

Ti prendi gioco di me tutte le sere,

l'oste diligente che ti riempie il bicchiere.

Consumi la vita e lo spirito, sorso per sorso,

e la tua luce è fredda come quella d'un morto.

Riempi l'aria delle tue parole sinistre,

non posso fare che ammirarti, un po' triste,

e andare avanti sulla mia via

senza aspettare babbo, mamma o zia.

Canto la tua sagacia e nera ironia,

la tua debolezza mascherata da spia.

Canto il tuo essere parte dell'universo,

anche in quel confronto tra astri, già perso.

Grazie oh Luna! Lo so che si muore,

m'aspetto l'alba, mancan poche ore.