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Poesia

Alla mia terra

di Marco Lari
Proprietario di Riot Design, agenzia pubblicitaria di Empoli, barman per passione e calciatore per diletto.

Ed è passeggiando al tramonto,
che mi godo a pieno la mia terra.
L'Autunno abbraccia le colline,
con una spoglia esplosione di colori.
Le pampane gialle e rosse,
stremate per la vendemmia da poco giunta al termine.
L'odor del mosto nell'aria umida,
la guazza sui fili di gremigna,
e la nebbia, debole e bassa, tra i filari.
Il sole pare un tuorlo,
e si nasconde tra le sporadiche nuvole livide
di un temporale in arrivo.
Le gocce appese su di una ragnatela,
e gli storni,
che volteggiando rumorosamente,
creano stupende forme geometriche nel cielo.
Il rintocco di una campana in lontananza
mi riporta nel mondo.
Mi scuoto,
come appena uscito da un sonno profondo.
Mi guardo intorno.
Respiro, e l'odore della terra smossa e bagnata
penetra dentro di me.
Mi volto ed un grosso fagiano, zampettando lesto,
fugge nella macchia ai bordi del campo.
Chino la testa e mi specchio in una pozzanghera,
che di nuovo mi propina un cielo mozzafiato ed un incendio immerso nel blu.
Lo scuro è ancora giovane ed io mi incammino,
sentendo il crepitio dei miei passi sul brecciolino.
È ora di rincasare. Mi volto un'ultima volta. Chiudo gli occhi.
Rubo un ultimo respiro che sa di pioggia e resina.
Li riapro lentamente riscoprendo quell'amore profondo,
quegli odoro e quelle radici,
che mi legano indissolubilmente a questa terra.
La mia terra.