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I racconti dello scontrino

L'ombrello e lo scontrino dimenticato

di Alessandro Maccaferri

Ho frequentato il Liceo scientifico A. Tassoni a Modena, ora studio al dipartimento di Economia M.Biagi dell'Università di Modena e Reggio Emilia.


Mentre sui monti rumoreggiano i tuoni e dalle nubi temporalesche iniziano a scendere gocce di pioggia, prendo l'ombrello e mi reco ad acquistare il pane. Entrato in negozio, ai presenti in attesa delle baguettes in forno, annuncio " Inizia a piovere ". Mentre mi rivolgono lo sguardo, una delle signore presenti dice " Quell'ombrello è il mio". "No, rispondo, è il mio". Il battibecco continua per alcuni minuti. Dubbiosa, la signora torna all'ingresso e vede il suo ombrello, simile al mio perché avuti dalla Esso, nel porta-ombrelli ove lei stessa lo aveva posto prima di entrare. Tornata, sospira "Sembrava proprio il mio!". Ed io, che avevo visto l'ombrello entrando, rispondo "L'avevo detto che era il mio". Arrivato il segnale di cottura, il pane viene posto nel recipiente. Prendo la mia baguette, la metto nel sacchetto, la poso sulla bilancia, attacco lo scontrino e mi avvio alla cassa. Effettuato il pagamento, mentre sto andando via, la cassiera mi richiama. "Lo scontrino". Torno indietro e, mentre ritiro la ricevuta, sento la signora, con la quale avevo bonariamente battibeccato, borbottare "Roba da ciòld, è mez matt dal tòtt". Esco con la pagnotta calda e profumata. Sullo scontrino leggo "Baguette euro 0,59. Grazie per aver scelto la Coop, arrivederci e grazie".