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I racconti dello scontrino

Salutami i coinquilini

di Emanuele Follenti

Sono Emanuele Follenti, vivo a Bologna, ho 25 anni e sono laureato in Lettere, con specializzazione in Storia contemporanea. Mi fanno emozionare i film, le canzoni d'autore, le poesie, i romanzi, e in generale le storie comuni, senza troppe pretese. Quelle che potrei trovare ogni giorno all'improvviso, sotto casa, mentre vado in giro in bici, o quando canto con i miei amici in un parco.


Che imbarazzo, lo sto facendo davvero? Certe ferite si rimarginano così lentamente che riponi tanta attenzione, che ci stai attento ogni giorno a non ricascarci più! È buffo, sai? Volevo riscriverti ieri, dopo sette mesi, ma non ho trovato il coraggio di premere Invio. Ed eccoti qui, a fare spesa alla Coop. Ti ho riconosciuto subito: la maglia azzurra dell’estate scorsa, stropicciata, che non stiravi mai (che pigro che sei). A scegliere la farina migliore, come quando lo facevamo insieme: la tua mano ruvida che stringeva la mia, un bacio rubato, la paura di essere scoperti. Si andava sempre a studiare da te: il cuoco e l’impostore, il matematico e il letterato... noi due, il più banale dei cliché. Contavi le ore di studio seguendo il ritmo della lievitazione del pane. Una carezza con la mano ancora impasticciata, la tua barba folta strofinarsi sulla mia, chiara ed incerta come la mia anima. Il tuo sapore mescolarsi al segreto millenario di quel miracolo impastato insieme; chissà quanti uomini lo hanno fatto prima di noi, in silenzio, lontani da tutto. E se amore è stato, oggi lo confesso qui. Ti è caduto lo scontrino. Lo verrai a riprendere, è la spesa da dividere con i tuoi coinquilini. Ti sembra incredibile Marco, lo so, ma accetta questa finzione. Oggi ho preso gli ingredienti per il ragù. Ci metto tanto a farlo, lo sai, mi sveglio di prima mattina. Potremmo cuocerlo di nuovo insieme, come il tuo pane: e chissà se quelle ore basteranno per far rifiorire il nostro amore.