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I racconti dello scontrino

Dieci Lire

di Michelle Fuccaro
Triestina di nascita, da piccola avrebbe voluto spolverare fossili nel Deserto dei Gobi, poi l’amore per la creazione di storie ha avuto la meglio e nella scrittura ha trovato una caparbia alleata, con cui dare forma a tutte le cose che le passan per la testa. Ora vive a Gradisca d’Isonzo con il suo complice sentimentale, presto marito.
Dieci lire nel portafoglio, fra le unità in rame e le decine dorate, un disco volante adagiato su un campo d’autunno. Son forse qui per nostalgia?
Le monete da uno e da due euro son nello scomparto accanto, le signore dai bordi dorati e i mariti con quelli d’argento. Le comitive da cinque, dieci e oltre son dall’altro lato, piegate a metà, c’entran poco con questa marea metallica, e ancor meno con dieci lire e la sua consistenza da gettone.
Qualcuno cambia d’abito fra i signori Euro e la centesima prole, dipende da dove arrivano. Dieci lire no, è sempre uguale, un dieci dritto, grande, in mezzo a due spighe; sull’altro lato un simbolo divide REPVBBLICA ITALIANA dalla data, 1954. Roba d’altro secolo! Anche fra gli euro c’è un 1999, ma è raro fra i post 2000, un monito che qualche offerta a 9,99 € è pronta ad attendere la padrona del portafoglio.
Ma il portafoglio, si sposta! I centesimi pargoli fremono, si accalcano attorno a dieci lire!
La zip si apre e il chiarore dei neon brilla su di loro. Le dita della padrona pescano dieci lire, questo naufrago in un mare di euro.
Davanti alla padrona il carretto attende, la bocca aperta. Dieci lire lo sfama: la chiave si stacca e il carretto è ora libero dai suoi simili, il ventre pronto per la spesa.
E quando alla cassa verrà chiesta una signora Uno o un signor Due per arrotondare il resto, la padrona non potrà dire, imbarazzata, che stan nel carretto.
Perché nel carretto ci stanno, giuste giuste, dieci lire.