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I racconti dello scontrino

La lista

di Giulia Pinna

Imprevisto ben accetto, nasco tra fiocchi rosa e piumini caldi. Dicembre è il mio mese e il gelo che lo accompagna si fonde inevitabilmente con l’indole flemmatica che racchiude una mente aperta in un esile corpo. Facile al condizionamento, mi aggrappo ai sogni e li butto su carta; la realtà è noiosa, le persone hanno bisogno di qualcosa per evadere ed è proprio questo che io voglio dargli. Cresciuta tra sorrisi e ilarità, perseguo il costante obiettivo di far divertire le persone, rallegrargli la giornata, entrare anche solo per un istante nelle loro vite e fargli provare nuove emozioni. Laureata al DAMS, divoro libri da che ne ho memoria, concedo anima e cuore ai film nella speranza ben riposta che mi trasportino lontano e pratico il costante, ma distruttivo, binge watching.


Spingo svogliatamente il carrello lungo l’ennesima corsia, consapevole che anche questa volta, nulla mi impedirà di passarvi oltre, prendere uno dei tanti prodotti esposti e depositarlo nel carrello senza prestare la minima attenzione al contenuto. La lista che mia madre si è impegnata a scrivere con tanta premura giace ormai accartocciata sul fondo del carrello, priva di scopo ai miei occhi. I prodotti necessari per preparare un tiramisù sono ben impressi nella mia testa, giacché sarò io stessa a prepararlo. Annoiata, ma finalmente soddisfatta di aver concluso quella tediosa mansione, riempio le buste della spesa e mi appresto a lasciare il supermercato. Pochi passi mi sono concessi, prima che una voce alle mie spalle interrompa la mia fuga. Mi volto, cercando di esprimere la massima frustrazione per quel richiamo, volendo gridare a chiunque mi abbia fermato che No, davvero ho preso tutto ciò che mi serve. Peccato che non si tratti né di un prodotto né di una borsa. Trattengo il respiro mentre lentamente un cassiere mi si avvicina, portandosi appresso la donna a cui, molto probabilmente, avrei dovuto prestare maggiore attenzione. Con gli occhi fissi sul foglietto che mi viene dato, deglutisco e inspiro, facendomi sfuggire l’occhiataccia del cassiere indispettito. “Non dimenticarti della nonna”. La prossima volta, forse, sarà bene che io controlli con più attenzione la lista.