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I racconti dello scontrino

Rito di iniziazione

di Giulia Torricelli
The road would be long. All roads are long that lead toward one heart's desire. But this road my mind's eye could see on a chart, professionally, with all its complications and difficulties, yet simple enough in a way. One is a seaman or one is not. And I had no doubt of being one. (The Shadow Line, J. Conrad)
Tutto quello che finora so sul mio corpo è che ieri le mie gambe penzolavano dal carrello mentre la mamma sceglieva la verdura, oggi sono sgraziatamente troppo lunghe e camminano quindi a fianco delle sue. Con la mia appena conquistata libertà di movimento, mi concedo i primi insicuri passi fra un reparto e l'altro: saltellando, evitando gli interstizi fra le piastrelle, testo l'abilità di queste gambe che fino a ieri ciondolavano molli. Sono Bambi che si è appena alzata in piedi e può evitare la fatica di procurasi cibo perché è già tutto disposto sugli scaffali. In un attimo intuisco che la libertà di muovermi non è altro che libertà di scegliere ciò di cui sfamarmi. Un due un due, guardo le mie Converse ora impegnate nel doppio obiettivo di sfuggire agli interstizi e raggiungere la coppa, aumento la velocità, l'afferro, la scarto, sgranocchio la prima patatina. Una briciola ha deciso che oggi sarei diventata grande e mi cade sulla coscia. L'uomo di fianco a me ha deciso che oggi sarei diventata donna e con un dito sfiorandomi me la toglie. In una frazione di secondi il rito è concluso, tutto il sapere mi è stato trasmesso: uno, la consapevolezza delle mie gambe oscilla fra la mia possibilità di muoverle e lo sguardo altrui che vi si posa. Due, ho dei peli, troppo lunghi troppo neri. Alla terza cosa penserò qualche anno più tardi, quando non capirò perché assaggiare un uomo mi riporti alla spesa pomeridiana (e cioè, lo sperma è salato perché le patatine lo sono).