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Poesia

Commesso

di Riccardo Rossi
Appassionato di storie, soprattutto quelle che mischiano fantastico e quotidiano; autore di racconti e giochi di ruolo. Antropologo culturale di formazione, ha lavorato come articolista, redattore ed educatore. Adora camminare senza una meta precisa, e le vecchie macchine da scrivere.

«Commesso! Commesso!

Corsaro di cassa!

Che affronta clientela scortese e gradassa,

che sciabola i prezzi con grande coraggio,

che applica sconti e scova il tacchinaggio!

 

Commesso, che ride a battute scadute!

Che ridà il sorriso, e monete perdute

ai clienti distratti, anche agli ingrati!

Commesso, dai tratti così raffinati!

 

Mi reco alla cassa, ti passo la spesa,

abbasso lo sguardo, in segno di resa.

Vorrei dirti qualcosa che vada più in là

del borbottio solito al tuo “Come va?”

 

Raccontarti che il tuo saluto felice

mi causa un pensiero che – no, non si dice.

Vorrei ma le parole mi restano giù,

e come “segnale” compro una borsa in più.

 

Le tue braccia forti, i tuoi occhi brillanti!

Pago in centesimi, così da guardarti

più a lungo. Vorrei prender l’iniziativa!

E non limitarmi a una sporta aggiuntiva.

 

Poi, senza di te, le corsie son spartane:

io quando vai in ferie non compro più il pane!

Non compro più carne, né frutta o verdura,

ché senza di te anche la Coop fa paura

 

Commesso! Se solo capissi da solo

tutto il desiderio bruciante che provo!

Ma ora che sei tornato, ti dirò tutto!

Dovessi anche uscirne sconfitto e distrutto.

 

Una frase semplice: “Che fai stasera?”

O forse è un po’ troppo? O ti farei pena?

Se solo mi dessi un tuo “Sì” o anche un “Forse”…

Ti pago una mela,

ci aggiungo sei borse».