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Poesia

1999

di Antonio Sebastianelli

Sono un ragazzo di 35 anni di Parma. Ho già partecipato a concorsi letterari sia provinciali che nazionali. Ho collaborato a titolo gratuito ad alcune riviste musicali online. Oltre a interessarmi di musica e poesia, parallelamente ho intrapreso un percorso teatrale, culminato nella recente creazione di una piccola compagnia, nella provincia di Parma. I poeti e gli scrittori che hanno segnato la mia adolescenza e ancora continuano a illuminare la mia strada sono Rilke, Rimbaud e Nabokov.

Estate.

Il corpo restituito a un glorioso passato,

immagini sogni, vita insomma.

Il seme dolce di un ricordo confuso

risveglia nel sangue gli antichi clamori.

Ho alzato il capo,

baciato dalla luce e benedetto dal mattino.

 

Chi in questi anni ha affilato il coltello?

Chi ha invocato il sonno?

Chi ha lanciato il suo nome più in alto?

Chi si è ritirato nel buio dell’impossibilità?

Chi, dopo un attimo di splendore,

viene riconsegnato al suolo?

 

Lascia che la mia parola scintilli, ora

e canti con voce di marmo e miele.

Che inchiodi il presente,

ricordando il passato.

Lascia che questo breve istante

non torni a nascondersi,

nel caos confuso

di giorni consumati e trafitti.

 

Spirito e carne complottano adesso

per l’istituzione di un nuovo ordine,

una nuova alba,

un nuovo giorno.