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I racconti dello scontrino

Il bancone

di Serena Rossi

Vivo vicino a Monfalcone dove faccio l'infermiera. Sono appassionata di sport e cinema.

Carla Pellegatti, dipendente Coop, era stata la regina del Bancone. Lavorava al reparto affettati dove i biglietti non si strappavano solo per ordinare la mortadella. Lì si faceva la fila per guardare la più bella. La Carla era bruna, alta, formosa e richiamava clienti e corteggiatori a cui non cedeva perché innamorata del suo Luigi. Poi però alla Carla era venuto quel problema là, la paura di deglutire e le sue forme erano sparite come i tanti clienti al bancone. Era diventata nervosa, spettrale e il cibo le faceva paura. I colleghi avevano tentato di aiutarla ma invano. Così il direttore l'aveva spostata al reparto giardinaggio ed era diventata responsabile di chiusura. Un martedì sera, in una tenda nella sezione esposizione, aveva sentito urlare. Era corsa a vedere e ci aveva trovato Piero che piangeva e ripeteva il suo numero di telefono tra profondi singhiozzi. La Carla aveva estratto il cellulare e qualche minuto dopo una mamma furente aveva ritirato il bambino. “Non le prendi solo perché oggi è il tuo compleanno”. La Carla guardò Piero andare e pensò quanto tempo ci avrebbe messo a buttar giù il boccone amaro di essere stato dimenticato al supermercato, per di più il giorno del suo compleanno. Poi pensò a Luigi a casa e a quel compleanno in cui lui si era dimenticato di lei. Era forse da lì che non era più riuscita a deglutire? Inviò un sms. Per cena non sarebbe tornata. Poi andò verso la panetteria, tagliò un panino e si diresse fischiettando verso il suo bancone.