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Poesia

Bologna

di stefano cavallini

Felsineo, buon mangiatore, scrittore indolente, fumatore occasionale. Amante di Gozzano e degli Skiantos. Ha la barba rossa.


 



Bologna è un labirinto di



gengive senza denti, rosa



color del lardo. Bologna è



una macchia di ragù su un



panno da biliardo. Bologna



è un'ondosa gonna di ragazza



tirata a mano, una Madonna che



da San Luca veglia il Piano Padano



di villette sfitte e mietitrebbia. Bologna



è una bambina che da una culla di nebbia



e prati di collina, tende braccia d'arenaria



a seni di nubi rigonfie d’aria. Bologna



è un volo rimasto salto, una Venezia



sottosuolo coperta di asfalto.



Bologna adesso sogna



per forza perché



ogni altra



rima in



-ogna



corta



come



rogna



fogna



gogna



brucia



la mia



faccia



gela



la



mia



schiena



per la vergogna.



Bologna, persa nel mare grosso



di bicchieri mezzo vuoti pieni di vino rosso