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Poesia

Esperimenti di fuga

di alessia bettin
Alessia Bettin รจ nata a Padova nel 1982. E' laureata in Lettere e in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale. Pugile per diletto, ama i libri, gli alberi e le cose vecchie. E' stata selezionata tra i vincitori in alcuni concorsi letterari, ha partecipato ad un poetry slam.


Nell’odore di smog e infiorescenze di settembre



ti dirò Non ce la faccio.



E tu dirai Ti ricordi? Mettevamo i piedi nell’acqua blu del fossato,



non eravamo mica fatti di neve.



 



Berrò un Lugana senza sentirne il sapore



per via della sinusite



mentre lì sulla piazza



faranno freestyle con lo snowboard



atterrando su un airbag gigante.



 



Tu dirai Ogni volta che torno dal Trentino,



 il Veneto mi sembra la Grecia.



E pioverà sulla tenda dell’osteria



sgocciolando sul nostro tavolo



vicino al mio calice e alle patatine.



Ti dirò



Ma io ho problemi di struttura



ho problemi di scrittura.



Postami un traguardo che posso



innesta una biglia felice tra i miei patimenti.



Dove va quel topo nei miei pensieri rotondi?



 



Come una gatta mi sento presa per la collottola



che non si può dormire con le carte appallottolate di fianco al letto



col quaderno agitato sul materasso



i pensieri scuoiati



la tangenziale in giardino.



 



Tu mi dirai Sai, ti ho sognata. Per citare I Cani,



sembrava un film di Wes Anderson



non eri né buona né cattiva, né triste né allegra. Eri proprio tu.



Io ti dirò Mi si addice. Sono nata triste ma mi piace anche ridere.



E parleremo dei marshmallow cinesi della tabaccheria.



 



Ti dirò che ho sognato



container di sneaker affondare nell’oceano



container in viaggio dalla Cina 



sprofondare



insieme all’ipocondria, i titoli di coda, gli schemi precisi,



la gente che ride che ride



che ha voglia di spaccarsi di allegria gli organi interni



che sa sempre tutto sui social



che sa odiare e commuoversi



per i migranti le coppie i gattini.



 



Ti dirò Forse io e te siamo solo esperimenti di fuga



fallimentari



in questi luoghi dove



         [più per altri



                     che per noi]



siamo e saremo stati.



                                                      



Noi due sventoliamo,



non siamo bandiere ma



coperte appese.