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I racconti dello scontrino

La lista della spesa

di Silvia Pedretti

Per la biografia contattate il mio biografo. Non posso pensarci io, sono umile.

La mia coscienza è integrale, non l'ho quasi mai messa alla prova. L'ingenuità, poi, in formato famiglia, si sa che a casa mia non può mancare. Il sarcasmo sott'aceto per l'aperitivo è perfetto, mi permette di mandare giù porzioni abbondanti di frustrazione, peccato però per quella nota acidula che ti resta in gola, e per tutto quel sale, che, si sa, fa male. Non devo dimenticare di prendere un po' di amor proprio, ma chissà se lo vendono qui, forse devo andare ai mercatini bio che ci sono ogni sei domeniche in centro quando spunta il sole e il cielo è pulito e il marciapiede non ancora calpestato. Devo prendere i sensi di colpa per mamma e papà, glieli avevo promessi. Ci sono dei dubbi in offerta al reparto quattro, è il caso di fare scorta per i mesi a venire, tanto questi sono a lunga conservazione. “La paura per il futuro è a metà prezzo! Affrettatevi!”, urlava il volantino che mi hanno schiaffato nella cassetta della posta. Eccola, ad ogni corsia del supermercato, invitante come non mai. Un tubetto di speranza ammicca dallo scaffale, ma ho i soldi contati, non mi bastano. Devo ignorare tutte le tentazioni, come quella confezione da sei di buoni propositi che rischiano di cadermi e frantumarsi come gusci d'uova, o le bottiglie d'amore fragile che già vedo in pezzi di vetro sul pavimento. Ho mani maldestre e cuore impacciato, non posso farcela. La felicità, come sempre, è troppo cara, non me la posso permettere.