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Una storia di cronaca

Tutto quello che Salvini non dice

di Azzurra Muriti

Sono Azzurra Muriti, studentessa ventunenne dell'Università Ca' Foscari alla facoltà di Philosophy, International and Economic Studies. Di giornalistico m'incuriosisce tutto, dalla short story al reportage long-form. In futuro, vorrei imparare l'arabo e specializzarmi in politiche sociali.

17 giugno – Nel garbuglio di polemiche scaturite dalla vicenda Aquarius, si celano delle contraddizioni. Per svelarle, ripercorriamo gli eventi recenti come se compissimo anche noi, metaforicamente, una traversata. Salpiamo da Reggio Calabria: là - lo stesso 10 giugno in cui all'Aquarius è negato l’attracco – questo è concesso alla Sea Watch 3 e poche ore dopo, a Pozzallo, alla Seefuchs (affiancata dalla Diciotti). Battenti bandiera olandese, le due ripiegano sul Sud Italia, rifiutate da La Valletta. Anche l’Aquarius, appena il 2 giugno, traghetta a Pozzallo un centinaio di migranti. D’altra parte, in visita alla città il giorno successivo, il neo Ministro dell’Interno dichiara: “L’Italia fa tutto”. Eppure, in acque nordafricane, le ONG sono sole a pattugliare le zone non riconosciute come SAR (area di ricerca e soccorso). Spesso è la stessa guardia costiera italiana, ricevuta una richiesta d’intervento, ad incaricarle del recupero. Il carico convogliato sull’Italia è alleggerito dal lavoro delle ONG, ma l’onere che portano non è celebrato. Anzi, sono accusate di concentrare gli sbarchi nei porti nostrani - giudicati i più sicuri tra quelli più vicini - deliberatamente. Ora che le si chiama “vice-scafisti” e si vieta l’ingresso anche alla sopracitata Seefuchs, sono di nuovo strumentalizzate. Nel caso dell’Aquarius, mobilitatasi su ordine della Capitaneria, le viene negata dalla medesima l’autorizzazione all’approdo. La nave è il pretesto per lanciare la campagna del Ministro dell’Interno, inizialmente contro la ‘fortezza Europa’. Tale posizione si pone debolmente: dal punto di vista internazionale, manca evidentemente una base di consenso su cu innestare il dialogo diplomatico. Avendo infine puntato il mirino sulle ONG, Matteo Salvini si comporta, citando Bene, come un carcerato che, nel tentativo di evadere colle catene alle caviglie, si mozza i piedi nell’ilarità generale. All’arrivo ad Augusta della USS Trenton, anche Sea Watch 3 offre assistenza, ma Roma non mostra segni d’apertura. Salvini non poteva ammettere l’ingresso di altri migranti, tantomeno per merito della ONG. Dunque, si è furbescamente predisposto che fosse di nuovo la Diciotti a far sbarcare i ‘passeggeri’. Così, si suggerisce una distinzione dell’operato ‘legale’ della marina da quello ‘illegale’ delle ONG. Per motivi d’immagine, si nega la collaborazione con queste ultime; oppure, per semplificazione, si parla di ‘buoni’ (le ONG) e ‘cattivi’ (la Lega). Una distinzione più precisa sarebbe quella tra chi rispetta leggi e diritti umani e chi no. In questi termini, si suppone che lo Stato e le ONG (straniere comprese) stiano dalla stessa parte.