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Poesia

Voce del verbo volere

di Ilenia Grieco

Nata a Foggia, laureata in Logopedia, per lavoro mi trasferisco in provincia di Taranto. Qui, grazie a nuove ed interessanti amicizie, un po' per scherzo un po' per rivincita verso dei professori che all'epoca della scuola furono poco clementi per le mie frasi sconnesse, ho provato a cimentarmi con carta e penna. Oltre a poemi in rima per svariate ricorrenze, ho scritto anche un racconto che mi ha permesso di arrivare prima ad un concorso locale, "Racconti DiVini", che puntava ad esaltare in maniera originale lo stretto rapporto tra vino e territorio. Il racconto è stato pubblicato assieme agli altri primi nove, in una raccolta edita dalla Giacovelli Editore.


Vorrei io provare a raccontare qualcosa di speciale



vorresti tu darmi una mano anche solo a ricordare?



Per esempio di quella volta in cui il cielo volle



Oppure chissà forse a volere era il destino



Che guardandoti annegassi nei tuoi occhi



Come mi accadde per davvero in acqua quella volta da bambino.



Avrei voluto descrivere ciascun istante di quel meraviglioso e solo nostro momento



Mettendo ogni volta su particolari sempre diversi l’accento.



Ma è di ben altro di cui si nutrono tutti i grandi amori



Piccole, grandi quotidiane ragioni che voglio qui per te ora tirare fuori.



E che anche tu lo voglia oppure no non mi interessa



A chi avrà la curiosità di ascoltarmi, tutto racconterò. È una promessa!



 



E se poi tu volessi per caso sapere da cosa nel caso partirei



Beh allora ecco boh… davvero non saprei!



Forse dagli anni di attesa che mi ci vollero solo a trovarti



Per non parlare dei mesi dopo che ho voluto ancora aspettarti.



Ma se volessi potrei anche su questo sorvolare



Ponendo l’attenzione sui motivi che mi hanno convinto un dì a volerti incominciare ad amare,



A capire che nonostante tutte quelle fughe - per paura - avendo voluto e premeditato,



Senza te



Stare a questo mondo



Mai più uguale a prima sarebbe stato.



Vuoi mettere quel tuo sorriso che sa di sorriso



Che ha la capacità di trasformarti tutto il viso?



E così con esso – sai -  ogni volta anch’io cambio



Mentre ti rispondo a specchio con il mio solito movimento di labbra ancor più ampio.



Vuoi mettere quei tuoi occhi liquidi e profondi



Con cui da sempre - giuro - con abile maestria mi confondi?



Colpa di quella sottile linea di matita nera



Che ha la capacità di smuovere tutto, dall’interno, come un’improvvisa bufera.



Vuoi mettere quella capacità che hai di sapermi parlare, ascoltare



Infondendomi quella calma che solo il mare mi riesce a dare?



Certo non va sempre tutto rosa e fiori



Anche a noi come a tutti capita di deragliare e dai binari ogni tanto uscire fuori.



Ma vuoi mettere come poi ogni forma di lontananza



Ci faccia desiderare di superare ogni distanza



Non cancellando quel dolce voler aspettarsi



E trovare con pazienza un punto in comune per ritrovarsi?



E poi infine vuoi mettere quella sensazionale idea di casa



Che ho quando sono semplicemente accanto a te



E tu, viceversa, accanto a me?



Quel pensiero aberrante che le nostre vite si fondano in un virtuale abbraccio



Stretto-stretto come il nodo delle scarpe che, nella penombra del giorno che inizia, mi allaccio.



Per  tante cose forse di essere  sorpresa vorrai fingere



Mentre tante altre nella tua mente ti verranno chissà magari da poter aggiungere



Vogliamene tu parlare in privato dove non ho scampo



Uno a uno, palla a centro campo.



Ma una cosa infine lasciamela dire.



Vorrà Dio punirmi e sia io maledetto



Il giorno in cui, fuor di me, mi rimangerò tutto quanto qui detto.