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Poesia

Disruptive

di Eugenio Griffoni

Eugenio si definisce "malinconico sognatore", questa coppia di aggettivi dovrebbe bastare ad inquadrarlo: ragazzo giovane con indosso papillon colorati che fuma spesso la pipa. Dice anche che ha avuto il coraggio di lasciar fluire via la sua poesia troppo tardi, forse perché in attesa delle giuste condizioni meteo, fatto sta che scrive -seriamente- da meno di un anno. Viene da terra di mare, Ancona, simbolo che tormenta i suoi testi assieme a forti contrasti interiori, religiosi, panteistici. Insieme al mare ci sono anche le stelle a tormentarlo.

Ho deciso, romperò lo schema;
con metodo disruptive spezzerò la catena
che mi lega a forma, precetto, convenzione,
e sarà vergine invenzione
ogni imperfetto pensiero,
avrà pieno potere
il Ministero dell'Immaginazione,
contro ogni previsione
fotterò l'analisi
bruciando statistiche
e terabyte di pregiudizi
il vizio della fantasia
sarà legalizzato,
potrà passare la frontiera del cuore
senza documenti
liberato
da ogni infondata accusa di realtà,
stravaganza, evasione;
lo so per certo
sarà un'operazione estrema
fuggire volatili sogni
dal sistema
di classificazione,
ma io ho deciso
come schiaffo di bolla scomparirò
da tutti i radar
posizioni GPS
segnale interrotto.
Chi l'ha Visto
darà uno straziante servizio
sui miei sogni appesi in cameretta,
leggeranno le pagine del mio diario
in diretta
scopriranno che abusavo delle rime baciate
che baciavo i gatti
che non baciavo chi amavo,
scopriranno
che ho rullato uno spinello
al sapore di comandamenti,
aspirato poi con gusto,
che i presentimenti
sulle mie paure
erano fondati:
avevo paura di morire,
volevo
soltanto fuggire,
fuggire dal recinto
del perso gregge umano
superare il limite
confondermi con il grano.