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Lettere d'amore

Mia cara Odette

di Francesco Tripaldi

Sì, sono sempre io.

Parigi, Marzo 1877

Mia cara Odette, recentemente ho letto un passaggio di Mr. John Ruskin (di cui sono ormai follemente innamorato) in cui descriveva una marina di Mr. Joseph Mallord William Turner e di quella volta in cui alla Royal Academy di Londra Mr. Turner sputò sul proprio pollice e unendolo all’indice a foggia di pizzico, raschiò dalla sua stessa tela della tempera, creando così uno squarcio di luce tra una grigia coltre di nubi.

Mia cara Odette, datemi pure dello sdolcinato romantico, ma trovo che non vi possa essere descrizione migliore e più adatta a rappresentare quello che fu per me il nostro primo incontro in casa dello zio Adolphe.

Ultimamente, la mia mente è avvinta esclusivamente da due unici e costanti pensieri, uno siete voi, mia cara Odette, e l’altro è la mia voglia di crepare. Entrambi, ad ogni modo, mi paiono una soluzione definitiva per risolvere la mia miserabile condizione attuale.

Eternamente tuo,

Charles Swann