<< indietro
I racconti dello scontrino

Babbo Natale a luglio

di Alessio Spampinato

Sono nato a Catania e cresciuto in collina, nella piazza di un santuario millenario. Adesso vivo vicino al profumo del mare, non distante dai massi scagliati dal Ciclope. Il mio cuore è per metà fra le vette dell'Appennino, a quota 1050 mt. Sto ultimando la laurea magistrale, dopo annose turbolenze eterogenee. E non so cosa farò dei miei pensieri rivolti al futuro.


Non ho mai fatto la spesa. Da quel giorno. Una volta riprovai in uno di quei mercati. Tra teste di pesce spada ghigliottinate, uova infrante, verze ingiallite su pozze stantie dimenticate dal sole, lasciai scivolare via da me la lista delle compere come una muta serpentina. E corsi. Distante lontano. Non avevo più fame né sete. Per quel giorno disimparai a mangiare e a bere. Me ne tornai a casa, in penitente digiuno. Se adesso stai leggendo questo foglio, impresso innanzi da caratteri che raccontano gli acquisti alimentari, igienici e ludici di una famiglia qualsiasi, in una Coop qualsiasi, di una città qualsiasi, è perché lo hai trovato. Niente più. Non è il tuo giorno fortunato. Non hai scoperto né un vaticinio che ti sollevi dai tuoi oneri di cliente o cittadino, né la sestina vincente del Conte Leopardi. Se leggi questo scontrino, però, io sarò ormai corso via come Babbo Natale a luglio. Magari sarò già "all’officina per biciclette" di piazza Nonqui, pronto su due ruote riparate per allontanarmi ancora un po’. Non riesco a far la spesa. Non riesco a comprare più nulla che non mi sia dettato dal flauto della sua voce. La Coca-Cola ha smesso di parlarmi da quando ho scoperto lo sciroppo di glucosio, il Libro di Dzyan, la vitamina B12, l’accelerazionismo, i Bororo. La Coca-Cola ha smesso di dirsi, in me. Ha dismesso, in me, le sue sfere nere sparkling. Chi sono io? Dov’è lei? «Entrando, subito a sinistra fino in fondo. Poi destra, dritto. Secondo corridoio, secondo scaffale».