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I racconti dello scontrino

DoubleCorner al triplo nocciolato

di Federico Zagni

Federico Zagni è nato in un piccolo paese emiliano nell'anno del Mundial e vive a Modena. Ha collaborato come redattore con Whipart e frequentato corsi di scrittura. Ha pubblicato alcuni racconti per Fernandel e Giulio Perrone, e altri sono apparsi su riviste come ReaderForBlind, L'Irrequieto, Verde, Pastrengo. Un suo romanzo è stato finalista al concorso "Ilmioesordio", e un secondo attende la pubblicazione.


Vago tra le corsie, con un occhio agli scaffali e l’altro pronto a scorgere una divisa coop. Già due commesse mi hanno consigliato di desistere; il compito pare impossibile, la giornata è stata infinita, ma non ho voglia di cedere. Sarà mandato da una moglie in gravidanza, da un bimbo viziato. No. Vengo dall’ospedale, è mio padre che mi ha spedito qui.



"Ti ricordi, quei dolcetti che si spezzavano a metà? Deliziosi. Cosa darei per averne uno…"



L’ho guardato incredulo.



"Ma come, qui… adesso? In ospedale?"



Ha annuito, da sotto alla cannula del respiratore. Non so se sono più nervoso per la richiesta del dolce o infastidito dal fatto di non trovarlo. Non ricordo neanche come fossero, o che gli piacessero tanto. Forse gli è partito il cervello. Sulle scansie non c’è, il personale ormai non sa che fare. “Fuori produzione da anni”. Io però sono sempre stato un tipo risoluto. Mi insinuo tra le porte del magazzino, come un’ombra dietro a un carrello giro nel capannone. La stanchezza si sente, con il freddo inizio ad avvertire una vertigine. Cerco, perfino tra gli scatoloni ammassati negli uffici…



"L’hai trovato", dice papà, scartandolo. E poi, con il gesto che solo ora mi sovviene e mi blocca il battito, mi porge tremolante il DoubleCorner, scaduto nell‘89. Li abbiamo divisi insieme tutti, quei “Dabelcorner” nocciolati. Non so se sia un sogno, se in realtà mi sia solo assopito tra i cartoni, ma al magazziniere che mi sveglia posso solo opporre un sorriso con gli occhi bagnati.