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Lettere d'amore

A Frida

di Stefania Coco Scalisi

Stefania Coco Scalisi nasce in una forbice compresa tra i 28 e i 35 anni fa in Sicilia, ma presto sente forte il fascino di luoghi lontani. Laureata in Relazioni Internazionali, avendo ereditato il sangue dei viaggiatori che nei secoli hanno attraversato l’isola, ha vissuto (per studio e lavoro) a Firenze, Milano e poi Ginevra, L’Aia, Londra, Washington e Tel Aviv. Ora vive a Bologna, per lavoro, ma soprattutto per godere delle delizie locali, come il prosciutto, i tortellini e, ovviamente, il Parmigiano Reggiano.

Ciao Frida,

Come stai? Non so se leggerai questa lettera. A dire il vero, non so neanche se avrò mai il coraggio di inviartela. Inviarla dove, poi? Non mi sembri una da cassetta delle lettere in bella vista a disposizione del postino. No, tu mi sembri una a cui le lettere vengono consegnate a mano, dovunque tu possa trovarti nel mondo. È la lettera che trova te, non tu a trovarla.

Ma basta parlare di questo, rischio di perdermi in sciocchezze. Io ti scrivo, Frida, perché vorrei proprio tanto essere come te. Ci tento sai, in tutti i modi possibili. Ho provato a farmi crescere le sopracciglia, ma sembro un mostro. Non so come a te stiano bene perché, credimi, su di me fanno davvero impressione.

Ho provato pure a vestirmi con le tue gonne, i tuoi scialli e i tuoi fiori tra i capelli. Ma il mio pallido biondume mi rendeva davvero poco credibile nei tuoi panni. Da lontano, tutta colorata, sembravo un viados! L’ho capito quando ho visto come mi fissava la gente dai finestrini delle auto.

Dici che esagero? No, fidati Frida. Non lo faccio.

È che magari tu non te ne rendi conto, ma è davvero difficile essere te. Avere il tuo coraggio, la tua capacità di gettarti a capofitto sulle cose, di vivere passioni travolgenti senza rimorsi o paure, di guardare il male in faccia ed essere capace di ammansirlo e farlo tuo. Non è facile per chi invece, come me, ha paura di tutto: di lasciarsi andare, di mettersi in discussione, di mostrare le proprie, tante, debolezze. Di avere fiducia negli altri anche a costo di restarci male.

Dici che ti amo? Oddio Frida, amore è una parola grossa. Io non l’ho detto mai a nessuno e non so se mi sento di dirlo a te, che sei pure una donna (ah, il meraviglioso senso di colpa di noi cattolici!). Mettiamola così: amo l’idea che ho di te, e più di tutto amo la tua libertà.

E se mai troverò il coraggio di spedirti questa lettera un po’ delirante, amerei l’idea che tu leggendola sorridessi, anche solo per un attimo, pensandomi.

Con amore,

Stefania