<< indietro
Lettere d'amore

A Foscolo

di Mara Munerati

Classe 1986. Nata e cresciuta nella campagna tra Bologna e Ferrara, fuori dall’ufficio scrivo, leggo e metto in scena spettacoli di lettura. John Fante e Jeff Buckley sono i miei idoli. Nel 2015 ho preso un gatto, trovando finalmente una scusa per non uscire più di casa. Ho pubblicato diversi racconti per Freccia D’Oro, Cicogna Editore, Clown Bianco Edizioni, La Gru Edizioni, Edizioni Il Foglio, Edizioni Pendragon, Historica Edizioni, Fernandel, Rizzoli (ebook).

Caro mio triste Ugo,
sono molto delusa dal tuo comportamento, ma t'amo e a questo non c'è rimedio.
Mi rifaccio ai tuoi versi "forse perché della fatal quiete tu sei l'immago" per cercar di spiegarti la fatal quiete che mi resta dentro tutte le volte che non rispondi a una mia lettera. Dei tuoi tormenti, poco m'importa, ognuno ha i suoi. Gestisci i tuoi come meglio credi, scrivendo poesie o affidandoti all'alcol come fan tutti. Io, per i miei, m'aggrappo al mio sentimento per te come una cozza allo scoglio che, dura e testarda, se ne sta lì ad aspettar d'esser pescata da un rozzo marinaio o portata via dalla tempesta.
Tu non mi rispondi, ma ti lamenti di tutto. La gente parla, le tue poesie parlano. Ho perso il conto delle volte che ho alzato gli occhi al cielo dopo la lettura di alcuni tuoi versi: animo, amore mio, animo! Se la smettessi di lamentarti e venissi a darmi piacere, forse un giorno ti ricorderanno come un grande amante e non come un misero poeta dalla depressione facile - e bevi il brodo di pollo, che sei sempre ammalato!
Vieni da me, amami, dedicami poesie! Vorrei essere la tua Zante, o persino il tuo caro fratello Giovanni, che ha ricevuto parole ben più calde di quelle che tu hai avuto per me in passato. Ma io t'amo e non c'è rimedio, come non c'è rimedio all'amore e al volerti sempre accanto, anche depresso e senza ispirazione. Fai di me la tua musa, soprattutto dopo il tramonto e, se possibile, sotto le lenzuola. Anche io ho versi speciali da dedicarti, e se vorrai farli tuoi per i tuoi scritti, che sia! Se significa avere un po’ del tuo interesse di maschio conquistatore.
Il mio cuore ti appartiene, e te lo ripeterò fino alla fine dei miei giorni. T'amo mio triste amico Ugo, t'amo anche se forse dovrei darmi all’oppio come fan molti. Ma il mio tormento porta il tuo nome, e allora preferisco continuare a esser cozza aggrappata al molo. Ma non far tragedie greche se un giorno mai arrivasse un bel marinaio abbronzato a prendermi davvero, aprirmi e farmi sua.
Un po' di sole non farebbe male anche a te, come non ti farebbe male stare tra le mie braccia. Le mie carezze sono poesia.
Non tardare ancora nel rispondermi, la mia bellezza sfuma e oltre alla tenacia, della cozza, potrei presto assumerne le sembianze, se mai la tristezza dovesse appendersi alle mie rughe di disperazione.
Sperando di aver toccato il tuo cuore deluso e tormentato, attendo tue.
Attaccata al molo, col caldo d’agosto.
E marinai all’orizzonte.
La cozza tua