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I racconti dello scontrino

Ma Cazzamalli che fa?

di Federico Bertesi

Nato e cresciuto a Carpi, in provincia di Modena. Diplomato in ragioneria e laureato in Scienze della Comunicazione. Attualmente, tra le altre, collabora come aiuto-regista nella realizzazioni di spettacoli teatrali per un'associazione culturale.


È molto facile distrarsi in un ipermercato, perdersi nelle vite degli altri. In fila alla cassa ti immergi nelle storie di chi è lì, accanto a te. Cambiano i prodotti nei carrelli, ma non quello che ci apprestiamo a fare. Concludere la spesa. Un epilogo semplice, indispensabile. I miei pensieri si fondono con quei fugaci discorsi che si fanno prima di pagare e infilare gli acquisti in modo più o meno meticoloso nelle buste biodegradabili. Con un certo charme e una decorosa nonchalance, la cassiera affronta gli imprevisti dei poliedrici consumatori. Ha la tessera? Sorride. Sorride a tutti. Sorride pure alla signora che mi precede, nonostante abbia un pacco di farina bucato che riversa polvere bianca un po' ovunque. Fausto alla cassa 12! Il problema è presto risolto. Un altro signore nel frattempo risponde al telefono, ad alta voce. Pronto Cazzamalli, come va? E alle mie spalle un bambino vuole i ciccingum. Non fa altro che ripeterlo. Ciccingum. Li mettono qui, vicino all'uscita, apposta per farti venire voglia di masticare qualcosa nell'attesa. I suoi genitori non sembrano intenzionati a comprarglieli. Peccato, per solidarietà non li prendo neanche io... ma Cazzamalli, che fa? Frammenti che restano nella mia mente anche dopo che mi sono allontano con i miei acquisti, con ancora lo scontrino e il resto in mano. Biscotti, yogurt, passata di pomodoro. C'è tutto. Non ho nemmeno detto grazie-arrivederci! Che maleducato... promemoria: la prossima volta salutare la cassiera.