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I racconti dello scontrino

Un addio

di Riccardo Fabbri

Nato a Cesena il 05/07/2000, sono un maturando all'Istituto per geometri di Cesena, da sempre scout e nel mondo del volontariato.


Non ho avuto il coraggio di dirti addio, ti ho visto in fila alla cassa e mi sono sentito venir meno, la donna della mia vita lì a pochi metri da me. Non ho avuto il coraggio nemmeno di salutarti, perché so quanto dolore ti ho procurato, o almeno me lo immagino. Mi è venuto da ridere quando ho visto che tenevi in mano quelli che una volta erano i nostri gelati preferiti, e ora non posso neanche spiegarti quanto mi manchi quel "nostri". Quando sei partita ti ho aspettato un anno intero, sperando di riprendere ciò che avevamo interrotto, il profumo del tuo shampoo non mi faceva dormire, sembrava un sogno e io mi sono svegliato in una realtà in cui tu non sei più nella mia vita. Da quando non sei più con me mi sento vuoto, ripenso alle giornate al mare, agli abbracci e alle tue carezze, e non capisco perché ti ho lasciata andare. Forse mi sentivo troppo poco per te, per la tua bellezza. Invece, dopo due anni passati senza di te, non riesco più a trovare una ragione a quelle idee che mi hanno fatto tentennare. Io che ti mandavo messaggi e aspettavo la tua risposta, io che mi mettevo ad ascoltare un gruppo se sapevo che ti piaceva, io che ora non ho nemmeno il coraggio di voltarmi a dirti ciao. Un ciao che non credo riuscirò mai a dirti, nella speranza forse di non rivederti più, o nel sogno di vederti finalmente tornare da me. Lascio a questo semplice scontrino tutte le mie lacrime versate, tutto il dolore che ho ti ho portato, tutti i chilometri che ci hanno separati come questa cassa.