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Lettere d'amore

Lettera ad Artemisia Gentileschi

di Paola Camuffo

Nata a Venezia, donna e mamma, scrivo per piacere e soprattutto per me stessa in piccoli quaderni degli appunti. Amo la pittura e l'arte in generale come espressione di se stessi. Scrivere è un'arte che può esprimere tutto ciò che la voce non riuscirebbe a dire.

Mia cara Artemisia,

sapessi quante cose sono successe e quante ne sono cambiate. Qui tutto si è evoluto, sappiamo andare nello spazio, creare bambini in provetta, cambiare sesso, produrre energia, insomma le cose più impensabili, di certo tu non crederesti ai tuoi occhi. Ma soprattutto, mia coraggiosa amica, resterai stupefatta di quello che ti sto per raccontare. Qui continuano a violentarci, continuano ad appropriarsi del nostro corpo, spesso quando la nostra carne è ancora giovane, troppo giovane. Talvolta le persone che ci abusano sono quelle di cui ci fidiamo, persone di famiglia, come successe a te, altre volte invece sono perfette sconosciute. Dicono di non credere più nelle streghe, ma ci uccidono tutti i giorni, per possesso, o come lo chiamano loro... amore. Ricordi a quante visite ti hanno sottoposta dopo che quel delinquente di Agostino aveva abusato di te? Di quanto ti sconvolse la vita tutto ciò? Lo sai che ora come allora siamo discriminate? Se portiamo una gonna corta spesso siamo delle puttane, come dissero a te 400 anni fa. Siamo tante, sai Artemisia, ma come te molte hanno coraggio. Coraggio di denunciare, di non essere credute, di essere discriminate, di iniziare lunghi processi, come il tuo, dove spesso le condanne non compensano il reato, proprio come nel caso di quell'Agostino. Grazie, mia cara amica, perché nelle tue tele di dolore, guardandole, ancora oggi possiamo trovare il coraggio per andare avanti. La forza che hai avuto è stata d'esempio fino ai giorni nostri e lo sarà in futuro. Il mio sentimento è carico di rispetto, gratitudine e speranza. Come avrei voluto poterti accarezzare mentre piangevi il tuo dolore, e passarti scampoli di tessuto morbido e profumato per asciugarti il viso. Avrei voluto rassicurarti di non essere sbagliata o sporca e bugiarda, ma bensì una donna che ci ha reso più donne. Hai saputo ricominciare, hai ripreso la tua vita in mano, anzi non l'hai mai mollata, e il tuo dolore è diventato il tuo orgoglio e la tua ascesa.

Grazie Artemisia, con tutto l'amore di una sorella.

Paola