<< indietro
I racconti dello scontrino

L'animale misterioso

di Elisa Rosa Benevelli

Lunatica, ipersensibile e fortemente influenzata dagli agenti atmosferici. Posso apparire preda delle emozioni, e assicuro che molte volte è così, condite da sprazzi di razionalità improvvisi che sanno capitare sempre nei momenti meno opportuni. Potrei dire empatica e apatica, e per questo diventerei un ossimoro vivente. Fragile e complessa ma anche forte nelle sue debolezze, con un pizzico d'ipocrisia e incoerenza, spesso causa d'incomprensione con gli altri. Non di facile interpretazione ma decodificabile secondo le leggi del caos. Sono un insieme di disordine e incostanza che mi rendono precaria al vivere, come se mi cibassi del vento.


Piove a dirotto. Trafelata mi butto nel primo ingresso che trovo. Sono in un supermercato. Me ne starò qui fintantoché il temporale non avrà esaurito la sua forza. All’improvviso,si avvicina una signora sull’ottantina, capelli bianchi corti e fisico asciutto. Sembrerebbe una classica sciura milanese, un po’ spocchiosa e snob, ma ai miei occhi, invece, solo una tenera nonnina. Si affianca allo scaffale. Osservo i suoi movimenti, qualcosa la limita: è una corda che dalla mano si perde nel petto. Incuriosita non la perdo d’occhio, ed ecco che la vedo far capolino dal suo petto: una scimmietta. Quasi scoppio a ridere. Lo sguardo torvo dell’”amabile” vecchietta mi costringe a soffocare il riso sotto un’espressione assorta. "Tieni tesoro,mangia questo biscotto", ora la signora attempata sta parlando con la scimmietta. “Signora, è proibito portare animali all’interno del supermercato”, si sente tuonare alle nostre spalle. “Oh, ma questo non è un animale, o meglio, lo era, ora è una stola”. Sto quasi per svenire. “Non vede?”, e la alza scuotendola come fosse un trofeo. In quel momento, il povero animale emette uno strillo acuto e l’anziana, non potendo più fingere il gioco, si dirige con passo svelto verso l’ingresso, cadendo su un espositore di banane. La vecchietta si rialza offesa e se ne esce di tutto punto, sparendo così come era apparsa. Io e il commesso ci guardiamo attoniti. Il temporale non è ancora finito, ma credo di averne viste abbastanza. Così, esposta alle intemperie, esco e me ne torno a casa.