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I racconti dello scontrino

Sale grosso

di Benedetta Bottura

La piccola Benny Bottura, che più di tanto non è mai cresciuta, è nata a Mantova nel millenovecentoeunbelpo'. Trasferitasi a Perugia, ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione. È poi tornata nel mantovano e sui banchi, laureandosi in Logopedia. Attualmente è una madre e una logopedista felice, con velleità artistiche e un pollice eccezionalmente verde.


Bucato: fatto, zac un colpo di penna a cancellare la lista; riordinare: fatto, zac; bagno al cane: zac; cambio gomme e lavaggio auto: zac zac. Resta solo la spesa. Per quella ho un’altra lista. Faccio troppe liste. Certo però un caffè prima ci sta, anche perché a quest’ora il supermercato è pieno di vecchi, stanno lì dall'apertura e sfrecciano alle casse sbattendoti contro come se avessero paura di morire prima di aver battuto l’ultimo scontrino. Tra una mezzora, invece, è la turnata dei single, molto meglio, solo cestini con poche cose e non si sa mai che si faccia qualche incontro interessante nel reparto piatti pronti. “Un caffè speciale alla nocciola per favore”. Ogni tanto ci si deve concedere un vizietto. Mi aggiro tra le corsie come uno squalo che fiuta la preda alla ricerca del sempre scomparso sale grosso, chissà dove lo nascondono. Oddio, ci sono già gli addobbi natalizi! Ma siamo in settembre! Così mi fate invecchiare precocemente! Aspetta, aspetta, chi è quel bel tipo laggiù con la cravatta slacciata? Cibi monodose, sughi pronti, surgelati, birra. È single di sicuro, mi avvicino ammiccante. “Mi scusi signorina, sa dov'è il sale grosso?”, ha abboccato! “Eh temo di no, lo sto cercando anch'io ma sembra che sia una leggenda metropolitana”, ride, che carino. “Potremmo continuare la ricerca insieme” mi dice, “volentieri” accetto. Ecco perché nascondono sempre il sale nei supermercati, ora è tutto chiaro.