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Una storia di cronaca

Julio Velasco: un fuoriclasse senza età

di Daniele Bartocci

Giornalista, blogger, lavora nel marketing ed è consulente finanziario. Nasce a Jesi, in provincia di Ancona, il 26 giugno 1989. In oltre 16 anni di giornalismo si occupa di argomenti quali cronaca, attualità, sport. Dal 16 marzo 2011 è giornalista iscritto all’ordine (tessera n° 143467). Ha lavorato come telecronista, radiocronista e inviato per emittenti nazionali. È stato responsabile ufficio stampa e speaker in ambito calcistico e corrispondente per anni del quotidiano Corriere Adriatico. Ha maturato numerose esperienze in ambito giornalistico, settimanali, magazine, house-organ, agenzie di stampa, testate online e come ospite e conduttore in palinsesti sportivi. Risulta tra i vincitori del premio Overtime Web Festival 2018 (miglior articolo sport individuali) e del premio giornalistico nazionale Mimmo Ferrara 2019 (menzione speciale). È tra i vincitori del concorso letterario Racconti Sportivi 2019 (testo esclusivo su Julio Velasco), la cui cerimonia di premiazione si è svolta in occasione del Salone del Libro di Torino 2019 e successivamente al Teatro Arena di Bologna. È stato eletto e premiato miglior giornalista under 30 - Premio Renato Cesarini 2019. Ha partecipato come giornalista a eventi quali Sport Digital Marketing Festival, Gran Galà del Calcio serie A Milano, Gran Galà Calcio serie B, Gran Galà Calcio Umbro. Laureato in Marketing con 110/110 e lode con una tesi dal titolo “Nuovi modelli di comunicazione online per lo sviluppo dei brand nel mercato degli spumanti: il caso Rocca dei Forti”, classificatasi al quinto posto al Premio di laurea nazionale Cavalier Filippo Marazzi. Nel novembre 2013 è stato selezionato tra i migliori 80 neo-laureati, a livello nazionale, su 6.100 candidature da Confindustria (progetto Confindustria per i giovani). A gennaio 2014 è vincitore del progetto Talenti per la crescita 2014 (tra i migliori 15 laureati dell’Università Politecnica delle Marche nel 2013), collaborando con il prestigioso gruppo comunicazione Alceo Moretti, tra i soci fondatori della Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) e fondatore della televisione privata Telemilanocavo, venduta successivamente a Silvio Berlusconi che la trasformerà in Canale 5. A luglio 2014 è vincitore del progetto nazionale Eccellenze in Digitale (quasi 3.000 candidature a livello nazionale), progetto di Google e Unioncamere col patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e finalizzato alla digitalizzazione delle pmi, ovvero con lo scopo di dare una spinta alla competitività e alla collaborazione nei sistemi produttivi territoriali, per un maggiore accesso ai mercati internazionali. Ha lavorato per vari istituti bancari e aziende, attualmente nel marketing di un’azienda leader di settore. Lo slogan che predilige è “chi ha tempo non aspetti tempo”, amante dell’ottica manageriale “di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più difficili”. Ha due portali-blog costantemente aggiornati: www.danielebartocci.com – www.danielebartoccichannel.it

 


Julio Velasco, un nome una garanzia. Un modello che fonda le sue origini nel ritenere lo sport una palestra di vita e nell’avere un’idea chiara di allenamento e preparazione fisica. In primis il Modello JV ritiene lo sport come una disciplina basata su quei valori che diventeranno i pilastri della vita adulta: il rispetto delle regole, la competizione leale e corretta, l’accettazione della sconfitta, l’impegno e il sacrificio in ogni singolo allenamento. Quest’ultimo deve essere considerato dai giovani atleti come una gioia. Il successo non va visto solo come una vittoria nella gara (anche se in primis l’obiettivo è vincere una partita), bensì occorre comprendere che nella seduta settimanale è fondamentale trovare una gratificazione da raggiungere cercando di superare se stessi. Agonismo contro se stessi. Tutto ciò che viene assimilato deve essere messo subito all’opera, per sperimentare immediatamente e per non ottenere uno scadimento tecnico di quel fondamentale, una volta applicato, in modo tale da potersene servire in situazioni sempre meno omogenee. Soltanto con un dialogo sereno, costruttivo e, se necessario, più animato, si riesce a costruire l’uomo che aiuterà a rafforzare lo spirito di squadra, con la ferma convinzione che nell’errore bisogna cercare il motivo e non semplicemente il colpevoleÈ funzione dell’allenatore stesso agevolare il compito del giocatore, attraverso appositi esercizi graduali e movimenti che possano contribuire ad innalzare il livello di mentalità ed autostima individuale e, quindi, di squadra. La motivazione, la leadership e la cultura degli alibi sono concetti trasversali a tutti gli ambiti di vita, esportati da prof. Velasco direttamente dall’Argentina nei primi anni ‘80, traducibili nel contesto odierno in principi universalmente validi. Il Modello JV sostiene che il team vincente si costruisce cominciando a stabilire i ruoli e le priorità, che rappresentano l’unica valida soluzione per guidare il processo che conduce verso la vittoria. Presso la palestra Carbonari di Jesi, nel settembre 1983, Velasco ribadiva: “È vitale per ogni squadra che tutti rispettino codici di comportamento e regolamenti, e abbiano idee ben chiare sulle mission collettive, su quello che si fa o che si farà, cioè siano convinti che quel tipo di lavoro deve essere fatto con quella determinata concentrazione e aggressività agonistica, che quel gesto deve essere compiuto in quel momento, che quel fondamentale eseguito correttamente può semplificare il lavoro dei compagni e così via”. Nei documenti storici da noi analizzati si può comprendere le radici del celebre motto “Chi vince festeggia, chi perde spiega”.